◆ L’Unione europea potrebbe ridurre la sua dipendenza dal gas naturale russo. L’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) ha stilato un piano in dieci punti che prevede una riduzione dei consumi di questa fonte di energia entro un anno, senza aumentare le emissioni di gas serra. Alcune misure, come la ricerca di fornitori alternativi e l’introduzione di scorte obbligatorie, riguardano il mercato. Altre si rivolgono ai governi e alle famiglie e avrebbero effetti positivi sulla crisi climatica.

Il piano consiglia di accelerare la transizione all’eolico e al solare, costruendo grandi impianti ma anche installando pannelli fotovoltaici sui tetti delle case. Prevede anche l’elettrificazione dei consumi energetici grazie a incentivi fiscali. Per esempio, le famiglie potrebbero sostituire le caldaie a gas con pompe di calore. Anche se fossero alimentate con elettricità prodotta dal gas, l’efficienza sarebbe maggiore.

È importante anche garantire l’isolamento termico degli edifici, sia residenziali sia industriali, mentre gli scaldabagni non dovrebbero mai superare i 60 gradi. Una misura semplice, come quella di agire sui termostati, sarebbe utile: abbassando il riscaldamento anche solo di un grado, si potrebbe ridurre la domanda di gas naturale di dieci miliardi di metri cubi all’anno (oggi l’Unione europea importa circa 140 miliardi di metri cubi all’anno di gas dalla Russia). Infine, la Iea propone di rimandare la chiusura di alcune centrali nucleari.

Questo articolo è uscito sul numero 1452 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati