◆ L’abilità, la forza e il coraggio non bastano per fare surf su onde giganti. Anche la natura deve collaborare. Le acque al largo di Nazaré, in Portogallo, hanno prodotto alcune delle onde più grandi mai surfate. In inverno le onde che si abbattono sulla Praia do Norte sono alte in media quindici metri, ma possono arrivare anche a ventiquattro. Il 29 ottobre 2020 il surfista portoghese António Laureano ha cavalcato un’onda di quasi 31 metri, stabilendo il nuovo record del mondo.

L’immagine in alto è stata scattata proprio quel giorno dal satellite Landsat 8 della Nasa. Quella in basso mostra la stessa zona in una giornata più tranquilla, nel febbraio 2022.

Il 29 ottobre 2020 il surfista portoghese António Laureano ha cavalcato un’onda alta quasi 31 metri, stabilendo il nuovo record del mondo. (earthobservatory/NASA)

La fascia bianca parallela alla riva è schiuma prodotta dalle onde che s’infrangono. È presente in entrambe le immagini, ma è maggiormente estesa in quella in alto. Più al largo sottili filamenti di schiuma serpeggiano sulla superficie dell’oceano Atlantico. Secondo José da Silva, oceanografo dell’università di Porto, nascono dall’incontro di due correnti di superficie: l’acqua è spinta verso il basso, ma la schiuma galleggia e si accumula lungo i margini. L’area di colore più verde nell’immagine in alto è invece costituita da sedimenti che le onde hanno sollevato dal fondale oceanico.

Le onde sono amplificate da un profondo canyon sottomarino, lungo 210 chilometri, che termina nella baia di Nazaré. La differenza di velocità tra le onde che si muovono in profondità e quelle più in superficie ne produce di molto grandi, provenienti da sudovest, che si scontrano con altre provenienti da nordovest. Nell’impatto si formano le onde sovradimensionate di Nazaré.–Kathryn Hansen (Nasa)

Questo articolo è uscito sul numero 1460 di Internazionale, a pagina 113. Compra questo numero | Abbonati