Il 24 agosto il presidente Joe Biden ha annunciato che firmerà dei decreti per aiutare milioni di statunitensi a ripagare i debiti accumulati negli anni dell’università. Il piano prevede la cancellazione di diecimila dollari di debito per tutte le persone che hanno ricevuto prestiti studenteschi e attualmente hanno un reddito inferiore a 125mila dollari all’anno. La somma sale a ventimila dollari per chi ha ricevuto anche un Pell grant, un sussidio del governo assegnato principalmente agli studenti che vengono da famiglie povere. Il provvedimento, che va incontro alle richieste dell’ala più progressista del Partito democratico, ha suscitato un dibattito acceso sui giornali. Sul Los Angeles Times Jonah Goldberg scrive che è una misura tutt’altro che di sinistra: “Secondo uno studio della Penn Wharton, un istituto di ricerca dell’università della Pennsylvania, sei su dieci delle persone che beneficeranno della misura rientrano nel 60 per cento più ricco della popolazione. Inoltre, la misura costerebbe tra i cinquecento e i mille miliardi di dollari”. Di diversa opinione l’economista Paul Krugman, che sul New York Times scrive: “Il piano aiuterà 43 milioni di statunitensi. Secondo i dati della Fed, dodici milioni di trentenni – più di un quarto di quella fascia d’età – hanno ancora debiti studenteschi non pagati”.

Questo articolo è uscito sul numero 1476 di Internazionale, a pagina 32. Compra questo numero | Abbonati