Per il sudovest della Francia, colpito a luglio e ad agosto da un’ondata d’incendi che ha distrutto più di trentamila ettari di foreste e costretto migliaia di persone a fuggire, la speranza che l’avvicinarsi dell’autunno potesse mettere fine all’emergenza è già svanita. Il 12 settembre nella regione del Médoc, in Gironda, è scoppiato un nuovo rogo, che tre giorni dopo era ancora attivo e aveva consumato più di tremila ettari di vegetazione. Le fiamme sono state favorite dalle temperature eccezionali, che negli stessi giorni hanno toccato i 40 gradi, un record per il mese di settembre. Intanto si cominciano a contare i costi degli incendi che hanno devastato le piantagioni di pini della regione: solo gli alberi più vecchi potranno essere venduti, anche se a un prezzo ridotto del 30 o del 40 per cento, mentre quelli più giovani sono stati distrutti. “Diciassette anni di lavoro sono andati perduti”, conclude Sud Ouest. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1478 di Internazionale, a pagina 32. Compra questo numero | Abbonati