Questo cofanetto presenta per la prima volta su disco tutte le opere per piano solo di Igor Stravinskij, compresi i suoi arrangiamenti e le sue trascrizioni. L’impresa ha richiesto l’impegno di artisti, musicologi, eredi e fondazioni, oltre a quello di una casa discografica appassionata. Il risultato è un contributo inestimabile alla nostra conoscenza del compositore. Il pianismo cristallino e sempre preciso di Aleksej Zuev è ideale per capire il pianoforte di Stravinskij, spesso considerato meccanico. Qui se ne rivela invece la ricchezza. Ascoltando questi cinque cd si scopre uno stile inimitabile e di duttilità stupefacente. Zuev, da grande musicista, raccoglie la sfida presentandoci il piano percussivo alla Bartók dell’inedita marcia da Renard come la ricca tavolozza della trascrizione di Petruška. Quest’ultima, cavallo di battaglia dei virtuosi, arriva subito dopo il lirismo dei giovanili studi op. 7 e si rivela così ancora più mozza­fiato del solito. Pezzo dopo pezzo, l’evoluzione dell’arte di Stravinskij diventa evidente. Zuev segue con agilità la metamorfosi dei suoi elementi di armonia, ritmo e melodia. E ne evidenzia costantemente il ruolo fondamentale. Jérémie Bigoire, Diapason

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Questo articolo è uscito sul numero 1485 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati