Il 6 novembre il presidente del Camerun, Paul Biya, ha festeggiato quarant’anni al potere. Dopo essere stato sette anni primo ministro, quando il presidente Ahmadou Ahidjo si dimise, nel 1982 Biya prese il suo posto come capo dello stato. E a oggi è il secondo presidente nella storia del Camerun, che ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia nel 1960. Da allora nessuno è riuscito a sostituire Biya nel suo palazzo a Yaoundé, dove continua a gestire il potere con il pugno di ferro e a circondarsi solo di persone fidate, che ricoprono gli incarichi più importanti. “La tecnica di Biya è coltivare un clima di diffidenza”, racconta a Jeune Afrique un diplomatico che lavora nella capitale camerunese. “Il suo più grande timore era creare un sistema centralizzato di potere, di cui qualcuno potesse prendere il controllo in sua assenza”, spiega un’altra fonte. “Per questo ha preferito mantenere intorno a sé fazioni rivali”. E anche se compirà novant’anni nel febbraio 2023, nessuno in Camerun osa parlare apertamente della sua successione. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1486 di Internazionale, a pagina 29. Compra questo numero | Abbonati