Varsavia, Polonia (Westend61/Getty)

Per anni le banche polacche hanno consigliato a chi voleva ottenere un mutuo ipotecario di chiedere un prestito in franchi svizzeri, per sfruttare il tasso d’interesse vantaggioso applicato nella Confederazione elvetica rispetto alla Polonia. Nessuno, fa notare il Financial Times, gli illustrava i rischi legati a un prestito trentennale in valuta straniera, in particolare il possibile peggioramento del tasso di cambio: dopo la crisi del 2008, infatti, il valore del franco svizzero rispetto allo złoty è raddoppiato, mettendo in crisi molte famiglie polacche. Anche se questo tipo di credito non è stato più concesso dopo il 2008, oggi in Polonia ci sono ancora 347mila mutui in franchi svizzeri. Alcuni cittadini si sono rivolti ai giudici chiedendo che le banche si accollino i maggiori costi per i debitori, com’è successo per casi simili in altri paesi, soprattutto nell’Europa centrorientale. Se il tribunale gli desse ragione, il sistema bancario polacco dovrebbe sostenere spese altissime, e alcuni istituti rischierebbero l’insolvenza. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1487 di Internazionale, a pagina 116. Compra questo numero | Abbonati