Ucraina, 1942. Per sottrarre Hugo alla deportazione, la madre lo affida a un’amica prostituta che lo nasconde nella sua stanza. Chiuso in un armadio, aggrappato ai suoi ricordi, il ragazzo vive la guerra dall’interno di un bordello. Adattando il romanzo di Aharon Appelfeld, Finkiel prosegue il suo lavoro di ricostruzione della memoria dell’Olocausto, adottando una forma sempre più romanzesca. Più Spielberg, meno Lanzmann. Un film di grande spessore.
Nicolas Schaller, Le Nouvel Obs

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Questo articolo è uscito sul numero 1650 di Internazionale, a pagina 76. Compra questo numero | Abbonati