Per più trent’anni il navigatore Mauro Morandi è stato l’anima e l’unico abitante di un’isola deserta in Italia. A Budelli, a nordest della Sardegna, Morandi s’era inventato una vita particolare, vegliando sui delicati equilibri della natura dell’isola. Felice di stare fuori dal rumore del mondo. Il 3 gennaio è morto all’età di 85 anni, dopo essere stato celebrato per come aveva protetto il fragile ecosistema dell’isola dalla sabbia rosa. Il suo volto solcato dalle rughe aveva acquistato una certa notorietà. Originario della provincia di Modena, ex professore delle scuole medie, era andato in pensione a cinquant’anni,nel 1989. Si racconta che insieme a degli amici si fosse indebitato per comprare un catamarano di 16 metri, con il sogno di raggiungere la Polinesia. Il gruppo si è sciolto e Mauro non è andato oltre le bocche di Bonifacio, lo stretto che separa la Corsica dalla Sardegna, dove pensava di guadagnare un po’ di soldi offrendo con la barca i suoi servizi ai ricchi turisti. Così è approdato a Budelli, nell’arcipelago della Maddalena, un’isola di proprietà di un’azienda privata che stava per sostituire il guardiano che andava in pensione. Il nuovo arrivato non ci ha pensato due volte: sabbia morbida, mare blu, perché andare nel Pacifico?
Quando si è trasferito sull’isola (dove Michelangelo Antonioni aveva girato alcune scene di Il deserto rosso), Morandi ha deciso di abitare, come un eremita immaginario, in un bunker della seconda guerra mondiale, dove aveva vissuto già il suo predecessore. L’ha trasformato rendendolo un riparo adatto per sopravvivere all’inverno e ogni tanto andava in gommone nell’isola principale per procurarsi generi di prima necessità. Poco dopo, però, l’azienda che l’aveva assunto è fallita e lui ha continuato a vivere solo con la piccola pensione di insegnante, non smettendo mai di pulire i sentieri e le spiagge dai rifiuti arenati sulla sabbia. Nonostante il carattere difficile, i turisti giornalieri – lui era l’unico a poter dormire sull’isola – apprezzavano la presenza di questa guida autoproclamata.
L’ostinato guardiano dell’isola era diventato una sorta di santone eccentrico e permaloso, la cui testimonianza tendeva a essere confusa con le storie che le persone amano sentire su di lui. Ha scritto due libri sulla sua esperienza di abitante solitario. “Ma la narrativa non lo ha reso ricco”, scrive il giornalista Fabio Pozzo, che lo conosceva bene, in un necrologio che gli ha dedicato sulla Stampa.
Personaggio discusso
Questo personaggio peculiarmente italiano, “divisivo”, secondo La Nuova Sardegna, ha fatto i conti con una battaglia burocratica intricata e faticosa. L’imprenditore neozelandese Michael Harte aveva tentato di comprare l’isola all’asta e aveva assicurato a Morandi che poteva rimanerci, ma nel 2016 la vendita è stata annullata perché l’isola è stata dichiarata area protetta, ed è tornata a far parte del demanio statale. Da quel momento Morandi è stato accusato di aver modificato il bunker senza permesso e ha ricevuto varie ingiunzioni di sfratto dal parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena, da cui ora dipende Budelli. Nel 2021, nonostante gli appelli a resistere e le petizioni, Morandi si è ritirato su una vicina isola abitata. Ma i problemi di salute lo hanno costretto a finire i suoi giorni in Emilia-Romagna dov’era nato, lontano da quella sabbia rosa e da quei sogni che ha condiviso con tante persone. ◆ adr
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Questo articolo è uscito sul numero 1598 di Internazionale, a pagina 35. Compra questo numero | Abbonati