Il governo italiano non seguirà la Spagna sulla questione del Sahara occidentale. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha dichiarato che “la soluzione più realista e credibile” sarebbe un riconoscimento della sovranità del Marocco sulla regione, con la concessione di uno statuto autonomo.

Roma punta invece sull’Algeria (che sostiene gli indipendentisti sahrawi) per diversificare la fornitura di gas. Il presidente della repubblica Sergio Mattarella, in un’intervista concessa nel novembre 2021 al quotidiano algerino El Moudjahid, aveva detto: “Stiamo seguendo molto da vicino la questione del Sahara occidentale. Abbiamo sempre sostenuto con convinzione il ruolo svolto dalle Nazioni Unite ”. Mattarella aveva auspicato “ una soluzione equa e duratura della questione, che tenga debitamente conto dei diritti del popolo sahrawi”. La strizzata d’occhio dell’Italia all’Algeria coincide con la corsa di molti paesi europei a trovare un’alternativa al gas russo e a diventare una porta d’ingresso del gas verso l’Unione europea.

L’amministratore delegato dell’Eni Claudio Descalzi, presentando all’ambasciata italiana ad Algeri il libro Enrico Mattei e l’Algeria, _incentrato sul gasdotto Transmed che collega l’Italia e l’Algeria, ha detto: “È ancora una necessità dell’Italia avere un paese alleato a sud per diversificare le rotte dell’energia ed è ancora interesse algerino sviluppare le proprie potenzialità, beneficiando del necessario _know-how esterno”. Dalle parole di Descalzi è evidente che l’Italia contende alla Spagna il ruolo di porta d’ingresso per far arrivare un gas alternativo a quello russo anche agli alleati del nord. “Questa intesa da migliaia di milioni di metri cubi di gas porta benefici all’Europa intera, non solo a quella meridionale”, ha aggiunto Descalzi.

Da sapere
La svolta spagnola

◆ Finora la Spagna aveva mantenuto una posizione neutrale sul conflitto tra il Marocco, che ha annesso il Sahara occidentale dopo la fine dell’occupazione coloniale nel 1975, e il Fronte Polisario, l’organizzazione del popolo sahrawi che rivendica l’indipendenza del territorio. Il 18 marzo però il Marocco ha pubblicato una lettera in cui il premier spagnolo Pedro Sánchez esprime il suo sostegno al piano formulato da Rabat nel 2007, che offrirebbe alla regione l’autonomia sotto la sovranità marocchina. L’annuncio ha colto di sorpresa l’Algeria, che sostiene il Fronte Polisario e dal 2020 ha interrotto i rapporti diplomatici con il Marocco. La crisi potrebbe avere gravi ripercussioni per la Spagna, che importa il 40 per cento del gas naturale dall’Algeria e che, come altri paesi europei, sta cercando di ridurre la dipendenza dalla Russia.


Un nuovo giacimento

Il 20 marzo l’azienda statale algerina di idrocarburi Sonatrach e l’Eni hanno annunciato la scoperta di un grande giacimento di petrolio e gas. “L’Italia può approfittare dell’inopportuna sbandata della Spagna con l’Algeria”, dicono fonti interne al settore energetico spagnolo.

Oggi l’Algeria esporta in Italia il doppio del gas inviato in Spagna. Nel 2021 il gas­dotto Transmed ha trasportato 22 miliardi di metri cubi di gas , mentre il Medgaz, che collega Algeria e Spagna, non può superare gli undici miliardi di metri cubi.

Un altro paese che ha scelto di avvicinarsi all’Algeria è la Cina. Pechino ha sostenuto le posizioni di Algeri sul Sahara occidentale e mantiene un forte interesse nelle risorse del paese magrebino. La Sonatrach ha annunciato un “patto tra azionisti” per estrarre fosfati in collaborazione con la Cina. Altri paesi e aziende continuano a corteggiare Algeri, approfittando della crisi con la Spagna. ◆ as

Questo articolo è uscito sul numero 1454 di Internazionale, a pagina 43. Compra questo numero | Abbonati