Una lettera che sembra scritta durante una guerra di molti decenni fa, e che invece è stata scritta durante la quarantena per la pandemia; il virus del covid-19 che pare un organismo extraterrestre; una cometa che minaccia la Terra; Laika, la cagnolina lanciata nello spazio dai russi nel 1957. Anke Feuchtenberger, autrice tedesca tra le più interessanti e radicali del fumetto contemporaneo, mette insieme, trasfigurandolo sotto una forma fantastica dalla grande potenza suggestiva, l’attuale clima collettivo di tensione, angoscia e paura da fine del mondo con la memoria intima, ma saggia e umana, di chi una sorta di fine del mondo l’ha vissuta per davvero, tra influenza spagnola, grande depressione del 1929, epidemia di tifo, due guerre mondiali e la dittatura comunista nella Germania Est. Una memoria che si fa tanto più umana se si considera che la nonna scrive la lettera al nipotino che sta vivendo la sua piccola fine del mondo, la sua piccola apocalisse: la separazione dei genitori. Se “la memoria personale della donna s’intreccia con quella familiare e storica”, in parallelo l’autrice suscita in chi legge meccanismi di associazione inconscia d’impronta surrealista, riuscendo a creare immagini dal notevole fascino, mondi stranianti che sono difficili da lasciare. La memoria si fa flusso di coscienza, che a sua volta muta in una sorta di corpo astrale composto dai segni “dell’infanzia dell’arte”.

Francesco Boille

Questo articolo è uscito sul numero 1449 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati