La questione della memoria è fondante: solo tramite la conoscenza del passato, anche recente, possiamo creare una consapevolezza sulle cause delle crisi e dare una possibilità di futuro. È straordinario il libro del libanese, residente a Berlino, Mazen Kerbaj (pubblicato più volte su Internazionale) che raccoglie le tavole disegnate tra il 2023 e il 2024 – dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre e il conseguente contrattacco di Israele alla Striscia di Gaza – realizzate partendo dai video agghiaccianti degli eccidi commessi dall’esercito e dai coloni israeliani contro la popolazione civile palestinese. Video che giravano sul piccolo schermo dei telefoni spesso condivisi sui social network, smentendo la propaganda di gran parte dei media ufficiali. Ci auguriamo che siano tradotti altri libri di questo fumettista e artista visivo, libanese cristiano, che si è creato una personale consapevolezza sulla tragedia dell’ex nemico palestinese, poiché è un disegnatore vero, anche quando all’apparenza si nega, nega cioè il disegno al fine di meglio evidenziare la questione trattata in filigrana: la visione dell’orrore assoluto, indicibile, come l’Olocausto ma anche il Ruanda o la guerra nella ex Jugoslavia. Nel loro sapiente minimalismo il paradosso è che le scritte disegnate vibrano d’indignazione, a tratti urlano quasi come L’urlo di Munch. E offrono soprattutto un esempio forte e originale di resistenza. Memoria compresa.

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Questo articolo è uscito sul numero 1653 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati