Inserzionisti, editori e creatori non potranno più guadagnare con video che negano l’esistenza del cambiamento climatico. Niente più ricavi da “contenuti che definiscono il cambiamento climatico una bufala o una truffa, che negano che il clima globale si sta riscaldando e le emissioni di gas serra o le attività umane contribuiscono al cambiamento climatico”, si legge in una nota. Saranno consentiti gli annunci su video che trattano dibattiti pubblici sulle politiche climatiche o sulla ricerca. Per YouTube questa è la seconda decisione presa contro la disinformazione in pochi giorni, dopo quella di rimuovere i contenuti che danno informazioni errate sui vaccini.
Gaia Berruto

Questo articolo è uscito sul numero 1431 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati