Ci sono storie delicate come petali di rose, fatte di luce e apparentemente senza tempo. Storie coraggiose che toccano temi sensibili con parole nuove. Dove insieme al sogno c’è anche la voglia di non prendersi sul serio. Barbro Lindgren è una specialista in questo. Le sue storie, che hanno avuto una grande influenza sulla letteratura svedese per ragazzi, corrono sempre sul filo di un quotidiano surreale, in cui le bizzarrie, con le loro sfumature folli, completano quella che chiamiamo realtà. Il surrealismo è un ingrediente per capire il mondo che la circonda e farlo capire ai più piccoli. La storia di un signore piccolo piccolo segue questa scia. È la storia di un uomo solo, gentile, dalla testa tonda, con un bel cappotto, un cappello originale e occhi spenti, senza gioia. È un uomo simpatico, alla mano, aperto. Avrebbe tutte le carte in regola per essere pieno di amici, ma intorno a lui non c’è nessuno. Poi finalmente arriva un cane, che sprizza buon umore e vita. Fiorisce un’amicizia, trasformando l’uomo piccolo piccolo. Ma nella vita, come in questa storia, c’è sempre qualche imprevisto. Una storia breve che colpisce al cuore. Finita la lettura, piccoli e grandi, verseremo una lacrimuccia. È inevitabile.
Igiaba Scego

Questo articolo è uscito sul numero 1444 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati