In un mondo sconvolto dalla letterale caduta di angeli dal cielo, Jaya si trova a vivere un caos molto più intimo: il lutto per la madre e la scomparsa della sua ex. Il romanzo d’esordio di Sophie Cameron trascende le categorie del fantasy per diventare qualcosa che va oltre il genere, inglobando dolore e cura. Lo vediamo quando nella famiglia di Jaya si arriva a una frattura. Da una parte il padre, ossessionato dall’idea di catturare una di queste creature, mentre Jaya è contro la mercificazione del divino. La svolta avviene quando un angelo cade vivo proprio davanti a lei. Da qui comincia un viaggio intimo di scoperta sublimato dall’intimità con Allie, una ragazza solare affetta da fibrosi cistica. La forza del romanzo risiede nel rendere talmente veri i personaggi da fare male. Prendiamo il personaggio di Allie, che sfugge ai cliché della malattia in letteratura (sick literature) e dà vita, grazie alla relazione con Jaya, a un esempio prezioso di amore lgbt descritto con naturalezza, lontano da stereotipi o drammi sociali. Cameron con questo romanzo mostra tutta l’incertezza che si prova quando si attraversa un dolore, e lo fa con una prosa vibrante, usando gli angeli come specchio delle fragilità umane.
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Questo articolo è uscito sul numero 1649 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati