Siamo a Fiesole, sopra Firenze, alla fine dell’estate 1943. Mentre l’Italia è travolta dall’armistizio, tra i boschi toscani si muove la banda di Sirio, una ragazzina coraggiosa, con un talento per le bugie. Con L’inverno delle stelle Nicoletta Verna esordisce nella narrativa per ragazzi portando la densità storica del suo grande successo, I giorni di Vetro, in un’avventura tesa e morale. Il motore del racconto è il ritrovamento di un soldato ferito e senza memoria, in un castello nascosto tra le colline. Davanti a questo nemico, il gruppo di amici si spacca: salvarlo o lasciarlo al suo destino? Per Sirio la scelta della compassione diventa un atto di resistenza contro la logica feroce della guerra. In un mondo dove gli adulti usano l’oscurità come strumento di oppressione, decidere da che parte stare è il vero rito di passaggio verso l’età adulta. Verna sceglie uno stile asciutto e visivo, arricchendo la trama con incontri storici preziosi: dalla partigiana, poi giornalista, Anna Maria Ichino a una giovane Margherita Hack, poco più che ventenne. Il risultato è un romanzo di formazione necessario, che ricorda come ogni piccola scelta individuale sia, in fondo, un pezzo di storia.
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Questo articolo è uscito sul numero 1653 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati