Il mondo
aperto là fuori. Difficile stancarmi di lui. Il cielo che
entra dalla finestra. Il muscolo dell’uomo comune.
Gli aranci di Cordoba. Brindare con acqua
piovana. I pesci del Nilo che pisciano nella
stessa acqua dove nuotano. Il vino che fece
uno stage nelle cantine del Duero
e fu promosso. La luna a cui ululo ogni notte
(in segreto). Un lampo alla finestra:
elettrocardiogramma
di Dio. L’orgia
dei sassi nella schiuma. Un ministro che mentì.
Ciliegie nel mese di maggio. Sardine nel mese
di giugno. I piedi che escono dalla sabbia ornati
di perline d’argento. Le infermiere
esauste che escono da
un altro turno. La Nike di Samotracia che si presenta
in ritardo chiedendo quelle heure est-il? alla
Venere di Milo. Gesù Cristo nel
décolleté. La cattiveria di Putin. La carne di un
caco. E il ministro non si dimette. Non un
sol giorno sprecato. Stare a disposizione del mondo.
Come uno che solleva la verità col guanto
del linguaggio.

João Luís Barreto Guimarães è un poeta e chirurgo portoghese nato nel 1967. Ha pubblicato finora tredici raccolte, quattro delle quali (Mediterraneo, Nomade, Movimento, Tu sei qui) tradotte in italiano dalle edizioni Erasmo e Kolibris. Nel 2022 ha vinto il Prémio Pessoa, l’onorificenza portoghese più importante nel mondo delle arti. Questo testo è tratto dall’omonima raccolta Aberto todos os dias (Quetzal Editores 2023). Traduzione dal portoghese di Virginia Pazzaglia Macchioni.

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Questo articolo è uscito sul numero 1650 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati