I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana Michael Braun del quotidiano berlinese Die Tageszeitung.

Fu clamoroso l’assassinio di Guido Rossa, l’operaio comunista ammazzato dalle Brigate rosse (Br) nel gennaio 1979. Per la prima volta nella loro storia le Br non uccisero un magistrato, un poliziotto o un politico. Otto mesi dopo l’omicidio di Aldo Moro rivolsero il loro odio feroce contro una persona appartenente alla classe nel nome della quale pretendevano di combattere: gli operai. La colpa del sindacalista: aveva denunciato e fatto arrestare un brigatista che nell’acciaieria Italsider di Genova aveva distribuito volantini. Ma Sergio Luzzatto nel suo libro non ricostruisce solo la storia di questo omicidio che diventa il suicidio morale e politico delle Br. Soprattutto ci restituisce la persona Guido Rossa, figlio della Torino e della Genova operaia, figlio anche di un periodo in cui gli operai erano i veri protagonisti della storia del paese. In questo ritratto di un semplice delegato di fabbrica, iscritto alla Cgil e al Pci, Luzzatto unisce il rigore dello storico al racconto appassionato del militante e cittadino Rossa, persona colta e coraggiosa. Un libro tanto più prezioso perché dà un nome e un volto alla vittima invece di concentrarsi, come tanti altri libri sul terrorismo, sulle gesta e le parole degli assassini.

Questo articolo è uscito sul numero 1443 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati