Per la magistratura messicana, l’uccisione dei 43 studenti scomparsi è una certezza

Le dichiarazioni del leader dei sicari del gruppo di narcotrafficanti Guerreros Unidos confermerebbero le confessioni di altri criminali già arrestati

I lati ancora oscuri nella storia del rapimento dei ragazzi messicani

09 novembre 2014 12:30

Venerdì le autorità giudiziarie messicane hanno reso noto che tre presunti membri del cartello dei Guerreros Unidos avrebbero ammesso di aver ucciso e bruciato i corpi dei 43 ragazzi sequestrati dalla polizia della città di Iguala a fine settembre.

I ragazzi scomparsi erano studenti di una scuola rurale ed erano andati a Iguala per raccogliere dei fondi in vista di una manifestazione.

Chi erano i 43 studenti scomparsi?

Erano tutti ragazzi tra i 18 e i 21 anni, studenti della scuola rurale di Ayotzinapa, roccaforte della contestazione sociale nel Guerrero, uno degli stati più poveri del Messico, con il tasso di omicidi più alto del paese.

Abel Garcia Hernandez, per esempio, aveva 19 anni ed era originario di Tecoanapa, un piccolo villaggio povero lungo la costa. Era entrato nella scuola ad agosto per imparare a insegnare lo spagnolo e la lingua locale, il mixteca.

La maggior parte dei ragazzi scomparsi erano studenti del primo e del secondo anno.

Nel cortile di questa scuola maschile ci sono dei murales con Marx, Engels, Mao, Ernesto Che Guevara.

Diversi leader della guerriglia degli anni settanta, come Lucio Cabanas e Genaro Vázquez Rojas, si sono formati nella regione del Guerrero.

Chi sono i Guerreros Unidos?

L’indebolimento del cartello dei fratelli Beltran Leyva, dopo l’uccisione nel 2009 del leader Arturo, ha provocato una frammentazione del gruppo criminale e un aumento della violenza nel Guerrero.

Da questo processo sono emersi piccoli cartelli come i Guerreros Unidos e i loro rivali, Los Rojos. Secondo le autorità, i Guerreros Unidos sono il principale fornitore d’oppio e marijuana della città di Chicago.

Il leader, Sidonio Casarrubias, è stato arrestato il 17 ottobre.

Chi sono il sindaco di Iguala e sua moglie?

Sorella di tre narcotrafficanti del cartello dei fratelli Beltran Leyva, Maria de los Angeles Pineda è considerata il capo dei Guerreros Unidos a Iguala. Suo marito, il sindaco José Luis Abarca, è stato accusato nel 2013 di aver personalmente assassinato un leader contadino, Arturo Hernandez Cardona.

Le autorità giudiziarie federali hanno ammesso di essere a conoscenza di questa accusa, ma sottolineano che la vicenda è di competenza delle autorità regionali.

Conosciuti in città coma la “coppia imperiale” e proprietari di una catena di gioiellerie, i due sono fuggiti e sono stati arrestati martedì in una casa abbandonata di Città del Messico.

Perché gli studenti sono stati presi di mira?

Al momento ci sono molti dubbi. Secondo le autorità giudiziarie federali, Abarca avrebbe ordinato l’intervento del 26 settembre, in cui sei persone sono morte e 25 sono rimaste ferite. Probabilmente l’obiettivo era di impedire che gli studenti interrompessero una manifestazione a cui partecipava sua moglie in veste di presidente dell’istituzione locale per la protezione dell’infanzia.

Gli studenti di Ayotzinapa avevano già partecipato ad alcune manifestazioni contro il sindaco nel maggio e nel giugno del 2013, e accusavano Abarca di essere l’assassino di Hernandez Cardona.

Dopo l’arresto, il leader dei Guerreros Unidos, Sidonio Casarrubias, ha spiegato che il suo luogotenente sul posto avrebbe scoperto che i giovani facevano parte di una banda rivale. Per questo motivo avrebbe “dato la sua approvazione” all’intervento armato per “difendere il suo territorio”. Carola Solé, Afp

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