Lo scandalo sulla corruzione della Fifa

Tangenti anche sui Mondiali del 1998 nelle confessioni dell’ex dirigente Fifa

04 giugno 2015 11:05

Nello scandalo internazionale delle tangenti nel mondo del calcio appaiono per la prima volta anche i Mondiali di Francia del 1998. Un tribunale statunitense ha pubblicato la deposizione del 2013 dell’ex dirigente della Fifa Chuck Blazer, testimone chiave nelle indagini sulla corruzione nella federazione calcistica internazionale. Blazer ha ammesso che alcuni membri del comitato esecutivo si erano messi “d’accordo per accettare tangenti”. E non solo per i Mondiali del Sudafrica nel 2010. “A cominciare dal 2004 e per proseguire fino al 2011 abbiamo accettato tangenti per la scelta del Sudafrica”, si legge nelle trascrizioni degli interrogatori, in cui Blazer ammette tangenti anche nel 1992 per il voto sui Mondiali del 1998, poi assegnati alla Francia.

“Tra le altre cose”, ha confessato Blazer, “mi sono messo d’accordo con altre persone nel 1992 o giù di lì per facilitare l’accettazione di tangenti in relazione alla scelta del paese che avrebbe ospitato il Mondiale del 1998”, ha proseguito l’ex dirigente della Fifa. Da altri documenti dell’indagine è emerso che la campagna per i Mondiali del Marocco ha pagato per lanciare la candidatura del paese africano che però poi è stato sconfitto dai francesi. La notizia dell’ampliamento delle indagini statunitensi è seguita di poche ore alla pubblicazione, da parte dell’Interpol, di avvisi di ricerca internazionale nei confronti di sei persone, tra le quali due ex dirigenti della Fifa, all’indomani delle dimissioni di Sepp Blatter dalla presidenza della federazione.

Settant’anni, ex membro del comitato esecutivo della Fifa dal 1996 al 2013, Blazer è stato a lungo segretario generale della Concacaf (Confederazione del Nordamerica, America centrale e Caraibi) dal 1990 al 2011. Multimilionario, leader indiscusso del calcio statunitense per due decenni, Blazer si era dichiarato colpevole nel novembre 2013 di associazione a delinquere, evasione fiscale, riciclaggio. È in libertà su cauzione e sta collaborando con gli inquirenti statunitensi.

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