Dall’incidente alle nuove indagini sui resti: la storia del volo malese MH370

30 luglio 2015 13:52
I resti trovati a Saint-André, sull’isola francese della Réunion.

Sulla costa dell’isola francese della Réunion, nell’oceano Indiano, ieri sono stati ritrovati dei resti che potrebbero appartenere all’aereo della Malaysia Airlines scomparso nel marzo 2014 sulla rotta Pechino-Kuala Lumpur. A bordo del volo c’erano 239 persone. Ecco cosa sappiamo finora:

  • Secondo il ministero dei trasporti malese è “quasi certo” che i rottami appartengano a un Boeing 777, lo stesso modello di aereo dell’MH370, che a sua volta è l’unico Boeing 777 disperso in questo momento nel mondo. Anche il premier malese ha dichiarato che è “molto probabile” che i resti siano di un Boeing 777.
  • Warren Tuss, vicepremier dell’Australia (il paese che ha guidato le ricerche in questi mesi) ha dichiarato che le foto mostrate finora sono “non discordanti con quelle di un Boeing 777”, anche se ci sono “altre possibilità” ed è necessaria molta cautela.
  • Il frammento è lungo due metri ed è stato trovato sul bagnasciuga da alcuni operai a Saint-André, sulla costa orientale dell’isola della Réunion. Si tratterebbe del flaperon, la superficie di controllo che si trova sulle ali del velivolo. Secondo indiscrezioni raccolte sul posto, ma ancora non confermate dalle autorità, sul frammento sarebbe stampato il codice 657-BB, quello dei Boeing 777.
  • I resti dell’aereo saranno inviati in Francia per essere esaminati. Alle indagini, oltre alle autorità malesi e australiane, sta partecipando anche la gendarmeria francese.
  • La polizia locale ha confermato che sono stati trovati anche pezzi di una valigia, vicino a dove è stato rinvenuto l’aereo. Ma non è sicuro che sia collegata al volo MH370.

La storia del volo MH370: le tappe principali.

  • 8 marzo 2014. Il volo MH370 della Malaysia Airlines lascia l’aeroporto di Kuala Lumpur, diretto a Pechino, alle 00.40 locali (le 15.40 in Italia). Scompare dai radar alle 1.20, mentre è in volo sopra il mar Cinese meridionale, senza aver mandato alcun sos.
  • A bordo ci sono 239 persone: 227 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio. Dei passeggeri, 152 sono cinesi, 50 malesi, 7 indonesiani, 6 australiani, 5 indiani, 4 francesi, 3 statunitensi, 2 canadesi, 2 neozelandesi, 2 iraniani, 2 ucraini, un olandese, un russo, un cittadino di Hong Kong e un taiwanese. Tutti i membri dell’equipaggio sono malesi.
  • 20 marzo 2014. Le autorità australiane indagano su due oggetti avvistati dalle immagini satellitari nel sud dell’oceano Indiano, e inviano aerei di sorveglianza nella zona. In seguito si scopre che l’oggetto non fa parte dell’MH370.
  • 24 marzo 2014. Il premier malese annuncia che le immagini satellitari provano che l’aereo è precipitato nel sud dell’oceano Indiano.
  • 28 marzo 2014. La zona delle ricerche, dopo alcune analisi sulla velocità e la rotta dell’aereo, viene spostata a circa 1.100 chilometri a nordest rispetto all’area precedente.
  • 5-8 aprile 2014. Le navi australiane e cinesi usando equipaggiamenti subacquei rilevano dei segnali ultrasonici, che secondo gli investigatori potrebbero provenire dalla scatola nera dell’aereo.
  • 29 maggio 2014. Le autorità australiane dichiarano che le operazioni di ricerca sono fallite e che il relitto dell’aereo non si trova in quella zona.
  • 26 giugno 2014. Le autorità spostano le ricerche in un’area di 60mila chilometri quadrati, a ovest della città australiana di Perth.
  • 29 luglio 2015. Un pezzo di un’ala di un aereo compatibile con quello scomparso viene ritrovato sull’isola della Réunion nell’oceano Indiano, di fronte al Madagascar: molto più a ovest rispetto alla zona in cui si erano concentrate le ricerche.
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