05 ottobre 2015 17:19

Air France ha confermato i tagli al personale nell’ambito del nuovo piano di ristrutturazione dell’azienda e più di mille dipendenti hanno interrotto la riunione del comitato aziendale alla sede della compagnia aerea di Roissy, vicino all’aeroporto parigino Charles de Gaulle. I manifestanti in sciopero, contrari al piano di quasi tremila esuberi in due anni, hanno chiesto le dimissioni dell’amministratore delegato del gruppo Air France-Klm, Alexandre de Juniac, e del presidente Frédéric Gagey.

Gagey ha abbandonato la riunione prima dell’irruzione dei dipendenti, mentre il capo delle risorse umane, Xavier Broseta, e il direttore di Air France a Orly, Pierre Plissonnier, sono scappati con i vestiti e le camicie strappate dopo essere stati aggrediti dai manifestanti. La direzione ha annunciato che denuncerà i dipendenti coinvolti per “violenza aggravata”.

Air France-Klm è la seconda azienda europea di trasporto aereo dopo la tedesca Lufthansa.

I tagli. Trecento piloti, novecento assistenti di volo e 1.700 impiegati che lavorano a terra dovrebbero perdere il posto secondo il nuovo piano di ristrutturazione di Air France, proposto dopo il fallimento delle trattative con il sindacato dei piloti Snpl sulle misure per aumentare la produttività del 10 per cento. In tutto 2.900 dipendenti. Per questa ragione quattro organizzazioni sindacali hanno proclamato lo sciopero del 5 ottobre. Già tra il 2012 e la fine del 2014 la compagnia aveva tagliato 5.500 posti di lavoro. Ora secondo i sindacati ulteriori riduzioni del personale potrebbero portare a ottomila il totale dei posti di lavoro persi.

Oltre ai tagli al personale saranno dismessi quattordici velivoli, cinque nel 2016 e nove nel 2017, nell’ottica di ridurre i voli transcontinentali. Inoltre, si prevede che l’anno prossimo sarà ridotta la frequenza dei voli su circa venti rotte, e che successivamente saranno chiusi cinque collegamenti con l’India e il sud est asiatico. Air France ha anche deciso la cancellazione dell’ordine di 25 nuovi Boeing.

Il no dei piloti. Negli ultimi giorni il governo francese aveva chiesto ai piloti di Air France di fare “uno sforzo” e accettare le richieste della compagnia contenute nel piano Perform 2020: cento ore di volo in più all’anno senza aumento di stipendio più la rinuncia ad alcuni giorni di riposo. La proposta era stata pensata per rendere l’azienda più competitiva sia nei confronti delle compagnie low-cost sul territorio europeo, sia di quelle mediorientali per i voli a lungo raggio. In media i costi di Air France sono il 25 per cento in più di quelli delle compagnie concorrenti. Nella società Air France-Klm, lo stato francese ha una quota del 17,6 per cento.