Almeno 86 persone sono state uccise e 186 sono state ferite il 10 ottobre ad Ankara, in Turchia, nel più grave attentato della storia del paese. Due esplosioni sono state innescate alla stazione ferroviaria della capitale turca, mentre decine di attivisti si radunavano per partecipare a una marcia per la pace. La manifestazione era stata organizzata da sindacati e organizzazioni sociali, tra cui il partito filocurdo Hdp, a tre settimane dalle elezioni anticipate del 1 novembre. Ecco cosa sappiamo finora dell’attentato:

  • Alle 10.04 (ora locale, le nove in Italia) ci sono state due forti esplosioni nella stazione centrale dei treni di Ankara, mentre migliaia di persone si stavano radunando per partecipare a una manifestazione per la pace che sarebbe dovuta partire alle 12.
  • La manifestazione era stata organizzata da sindacati, organizzazioni di sinistra e i filocurdi del Partito democratico dei popoli (Hdp).
  • Lo slogan della manifestazione era: “Lavoro, pace, democrazia”. I manifestanti chiedevano al governo di fermare i bombardamenti contro le posizioni del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)e di tornare al tavolo dei negoziati di pace con il gruppo armato, attivo nel sudest del paese.
  • Dopo l’esplosione ci sono state scene di panico e di confusione, la polizia ha sparato colpi d’arma da fuoco in aria e ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti che gridavano: “Polizia assassina”.
  • Le autorità turche hanno definito subito l’attacco “terroristico” e hanno avanzato l’ipotesi che si sia trattato di attentati suicidi.
  • Il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha annullato i suoi impegni a Istanbul ed è tornato ad Ankara. Il presidente ha definito l’attacco “odioso, contro l’unità e la pace del paese”. Ma il partito filocurdo Hdp ha adombrato la possibilità che siano state forza deviate dello stato a voler colpire i curdi. L’Hdp ha sospeso la campagna elettorale in vista delle elezioni del 1 novembre.
  • Il leader del partito filocurdo Hdp, Selahattin Demirtas, ha detto: “Siamo di fronte a uno stato assassino che si è trasformato in una mafia”.
  • I ribelli del Pkk hanno annunciato che rispetteranno il cessate il fuoco in vista delle elezioni.
  • Nel pomeriggio ci sono state manifestazioni di solidarietà a Istanbul e in tutto il paese.
  • Nei mesi scorsi il partito filocurdo Hdp, entrato per la prima volta in parlamento con le elezioni del 7 giugno, è stato colpito da diversi attacchi terroristici. A giugno un attentato ha colpito un comizio politico dell’Hdp a Diyarbakir, provocando la morte di quattro persone e il ferimento di 400. All’inizio di settembre un gruppo di nazionalisti dell’estrema destra turca ha attaccato la sede del partito ad Ankara.
  • Il 20 luglio in un attentato contro un centro culturale filocurdo di Suruç, al confine con la Siria, sono morte 32 persone. L’attentato è stato attribuito a jihadisti dello Stato islamico.
  • Dopo l’attentato di Suruç sono ripresi i combattimenti tra il Pkk e l’esercito turco nel sudest del paese. Nel conflitto sono morti più di duemila ribelli e circa 150 poliziotti e militari turchi.
  • Il 1 novembre si terranno le elezioni anticipate in Turchia, dopo che il Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp), al governo del paese da 13 anni, ha perso la maggioranza assoluta e non è riuscito a formare un governo di coalizione dopo le elezioni del 7 giugno.

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