Una parata militare del gruppo Stato islamico nella provincia di Raqqa, nel nord della Siria, il 30 giugno 2014. (Reuters/Contrasto)

Ucciso un giornalista siriano che documentava i crimini jihadisti a Raqqa

Una parata militare del gruppo Stato islamico nella provincia di Raqqa, nel nord della Siria, il 30 giugno 2014. (Reuters/Contrasto)
17 dicembre 2015 11:17

Il giornalista siriano Ahmad Mohamed al Mousa, tra i promotori del blog Raqqa is being slaughtered silently (Rbss) sui crimini commessi dal gruppo Stato islamico contro la popolazione di Raqqa, è stato ucciso da un gruppo di uomini mascherati a Idlib, vicino al confine con la Turchia. Lo ha riferito il collettivo di giornalisti, che solo un mese fa era stato premiato con l’International press freedom award.

Per il momento non sono stati forniti altri dettagli sull’accaduto, ma Al Mousa è almeno il terzo giornalista del blog a essere stato ucciso da quando Rbss è nato, nell’aprile del 2014. L’organizzazione internazionale con sede a New York Committee to protect journalists (Cpj) ha condannato l’omicidio. “Solo poche settimane fa, quasi 900 tra giornalisti, difensori dei diritti umani e sostenitori erano riuniti per esprimere solidarietà a Raqqa is being slaughtered silently. Oggi siamo ancora insieme, questa volta in lutto”, ha dichiarato il direttore del comitato, Joel Simon.

Sul suo sito internet, il collettivo Rbss ha documentato le punizioni che i jihadisti infliggono a Raqqa a chiunque violi la loro versione della legge islamica, ma anche l’impatto dei bombardamenti aerei internazionali sulla popolazione locale. Per questo, hanno già pagato con la propria vita Ibrahim Abd al Qader, ucciso insieme al collega Fares Hamadi lo scorso ottobre a Urfa, nella Turchia sudorientale, e Al Moutaz Bellah Ibrahim, sequestrato e ammazzato dal gruppo Stato islamico a maggio del 2014.

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