OSSESSIONI

Giornalisti

Secondo qualcuno l’epoca della stampa è finita, ma per i giornalisti non ci sono mai state tante opportunità. I rischi, le difficoltà e il futuro del mestiere nell’epoca della crisi dei giornali.

Il processo ai giornalisti in Turchia e la fine dello stato di diritto

Il 13 novembre nel palazzo di giustizia di Istanbul si è svolta un’udienza aberrante contro gli intellettuali Ahmet e Mehmet Altan, accusati di terrorismo. Leggi

Accumulate

I Paradise papers fanno luce sulla ragnatela di società offshore nei paradisi fiscali dove i profitti non sono tassati. Ma sono metropoli come Londra e New York che attirano evasori da tutto il mondo. Leggi

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Il giornalista più odiato da Erdoğan

Can Dündar vive in esilio per aver pubblicato un’inchiesta sgradita al governo turco. Sarà ospite al festival di Internazionale a Ferrara per ricevere il premio Anna Politkovskaja. Leggi

La principessa Diana e il sessismo dei giornali

L’ossessione dei mezzi d’informazione di tutto il mondo per Diana Spencer non è diminuita e il suo viso e il suo nome fanno vendere ancora molte copie. Leggi

Il giornalismo d’inchiesta è la risposta migliore ai tweet di Trump

Donald Trump non è il primo presidente statunitense a disprezzare i giornalisti. Ma l’indignazione a oltranza alla fine è inutile e controproducente. Leggi

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La libertà in Egitto è ai minimi storici

Siti d’informazione censurati, ong bloccate, Facebook e Twitter a rischio. Il governo egiziano trasforma la società civile in una marionetta ai suoi ordini. Leggi

Javier Valdez Cárdenas è il sesto giornalista ucciso in Messico nel 2017

Il giornalista è stato assassinato in pieno giorno a Culiacán. Da anni denunciava i legami tra il narcotraffico e le istituzioni nello stato di Sinaloa. Leggi

Il mondo all’una

Le notizie riservate rivelate da Donald Trump alla Russia, il premier francese e nuovi arresti in Turchia: cos’è successo nel mondo. Leggi

Carta

Piccola nota a margine delle elezioni francesi. Negli ultimi anni, la vita politica della Francia è stata segnata da due giornali. Leggi

Gabriele Del Grande è tornato in Italia

Dopo 14 giorni di detenzione, Gabriele Del Grande è atterrato a Bologna. Le tappe della vicenda che hanno portato alla liberazione del giornalista italiano. Leggi

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Il ministro degli esteri italiano Angelino Alfano chiede il rilascio del giornalista Gabriele Del Grande.
Il ministro degli esteri italiano Angelino Alfano chiede il rilascio del giornalista Gabriele Del Grande. Alfano ha telefonato al suo omologo turco, chiedendo la scarcerazione del giornalista italiano, arrestato il 9 aprile nella provincia sudorientale dell’Hatay, al confine con la Siria, mentre stava lavorando a un libro sulla guerra civile siriana e sulla nascita del gruppo Stato islamico. Una delegazione diplomatica italiana ha provato a incontrarlo a Mugla, nel centro di identificazione ed espulsione nel quale è recluso senza che sia stato formulato nessun capo di accusa contro di lui, il 19 aprile, ma è stato negato l’accesso anche al suo avvocato. Del Grande in una telefonata alla compagna ha detto di stare bene, ma ha annunciato che è in sciopero della fame per protestare contro la violazione dei suoi diritti.
Penna

Alla fine del 2016 erano almeno 140 i giornalisti detenuti nelle carceri turche, più che in Cina. Dal 9 aprile tra loro c’è anche Gabriele Del Grande. Leggi

La delegazione diplomatica italiana non è stata fatta entrare nel centro di detenzione dove si trova Gabriele Del Grande in Turchia.
La delegazione diplomatica italiana non è stata fatta entrare nel centro di detenzione dove si trova Gabriele Del Grande in Turchia. Il giornalista italiano è in stato di fermo dal 9 aprile, senza che sia stato formulato alcun capo d’accusa nei suoi confronti. È stato arrestato nella provincia sudorientale dell’Hatay, al confine con la Siria, mentre stava lavorando al suo prossimo libro Un partigiano mi disse sulla guerra civile siriana. Una delegazione diplomatica italiana ha provato a incontrarlo a Mugla, nel centro di identificazione ed espulsione nel quale è recluso, ma agli italiani è stato negato l’accesso. Del Grande in una telefonata alla compagna e agli amici ha detto di stare bene, ma ha annunciato che è in sciopero della fame per protestare contro la violazione dei suoi diritti. In tutta Italia è stata lanciata la mobilitazione #iostocongabriele per il rilascio del giornalista.
Gabriele Del Grande, in stato di fermo in Turchia, ha cominciato uno sciopero della fame
Gabriele Del Grande, in stato di fermo in Turchia, ha cominciato uno sciopero della fame. Il giornalista, fermato il 9 aprile in Turchia durante un controllo al confine con la Siria, è riuscito a telefonare alla sua compagna. “Dopo il centro di identificazione ed espulsione di Hatay, sono stato trasferito in quello di Mugla, in isolamento”, ha detto. Non gli è consentito nominare un avvocato: “La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro, ho subito interrogatori al riguardo”. Il ministero degli esteri italiano ha chiesto la liberazione di Del Grande, mentre il console italiano a Smirne ha fatto richiesta ufficiale per visitarlo. Alle 14.30, a Palazzo Madama, si terrà una conferenza stampa, promossa da Luigi Manconi, in cui sarà lanciato un appello al presidente del senato Pietro Grasso perché le massime autorità del paese si attivino per la liberazione del giornalista italiano.
Dopo nove giorni in carcere, ancora nessuna notizia sulla liberazione di Gabriele Del Grande.
Dopo nove giorni in carcere, ancora nessuna notizia sulla liberazione di Gabriele Del Grande. Il giornalista “da giorni si trova in stato di fermo, sempre in attesa di essere rilasciato. Le autorità turche hanno garantito a quelle italiane che la sua liberazione potrebbe essere imminente, ma sarà bene non abbassare la guardia e continuare a ‘illuminare’ la sua vicenda sino a quando non sarà davvero rientrato in Italia”. Lo affermano il segretario generale e il presidente della Federazione nazionale stampa italiana, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti.
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Tutti i Pulitzer 2017

Il 10 aprile sono stati annunciati i vincitori dell’edizione 2017 del premio Pulitzer, la centunesima. Il premio, istituito da Joseph Pulitzer nel 1917, è gestito dalla Columbia university di New York. I riconoscimenti vengono assegnati da una giuria di 19 persone che fanno parte del mondo dell’informazione o del mondo accademico e letterario. Ecco l’elenco dei vincitori. Leggi

Il quotidiano messicano Norte de Ciudad Juárez​ ha deciso di sospendere la sua edizione online per motivi di sicurezza.
Il quotidiano messicano Norte de Ciudad Juárez​ ha deciso di sospendere la sua edizione online per motivi di sicurezza. Il 2 aprile aveva annunciato la chiusura di quella cartacea. La decisione è arrivata dopo l’omicidio di una giornalista della testata, Miroslava Breach, che si occupava di criminalità organizzata, traffico di droga e inchieste di corruzione. Il direttore Oscar Cantu aveva spiegato che “è molto scoraggiante vedere che noi denunciamo le cose ma non succede nulla”, aggiungendo di non avere “intenzione di mettere in pericolo altri collaboratori”. Il Messico è il terzo paese più pericoloso al mondo per i giornalisti dopo Siria e Afghanistan: nel 2016 sono stati 11 i giornalisti uccisi.
Per Oriana Fallaci la paura è un peccato

“Il giornalismo è un lercio lavoro con cui ho perso tempo fin da quando avevo 17 o 18 anni”, scriveva Oriana Fallaci nel 2005, poco prima di morire. Eppure molte di queste lettere inedite mostrano come Fallaci fosse in realtà devota al lavoro giornalistico. Preferì scrivere libri solo più tardi. Leggi

Liberati e rimpatriati due giornalisti italiani che erano stati fermati in Congo
Liberati e rimpatriati due giornalisti italiani che erano stati fermati in Congo. Sono rientrati all’aeroporto di Fiumicino all’alba Luca Chianca e Paolo Palermo, due inviati della trasmissione televisiva Report, fermati per tre giorni dalle autorità del Congo, dove erano andati per indagare su una presunta tangente dell’Eni in Nigeria. Lo riferisce il sito della trasmissione diretta da Sigfrido Ranucci e altri siti d’informazione italiani.
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