Un memoriale, a Londra, per la deputata laburista Jo Cox uccisa il 16 giugno.

L’omicidio di Jo Cox visto dalla stampa britannica

Un memoriale, a Londra, per la deputata laburista Jo Cox uccisa il 16 giugno.
17 giugno 2016 11:28

I principali partiti britannici hanno sospeso la campagna per il referendum sulla Brexit dopo l’assassinio, il 16 giugno, della deputata laburista Jo Cox. Cox, 41 anni, è morta dopo essere stata aggredita per strada con coltellate e colpi d’arma da fuoco a Birstall, vicino a Leeds. Cox era schierata contro l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. La polizia ha arrestato un uomo di 52 anni, Thomas Mair, che secondo alcuni testimoni ha aggredito Cox urlando “Britain first”, forse un riferimento al partito britannico di estrema destra.

“La deputata assassinata aveva ricevuto una serie di minacce”
The Times, Londra

“La polizia era pronta a rafforzare la protezione per Jo Cox poco prima che diventasse la prima deputata britannica uccisa in oltre 25 anni”, scrive il giornale, secondo il quale “Cox, 41 anni, era stata stalkerata per oltre tre mesi. L’omicidio ha scioccato Westminster e le campagne per il referendum sulla permanenza nell’Ue sono state sospese, mentre i politici di tutti i partiti le rendevano omaggio.

“Credeva in un mondo migliore e si batteva per questo ogni giorno”
The Guardian, Londra

“L’assassinio di Jo Cox è anzitutto un crimine orrendo. Ma è anche un attacco contro la democrazia”, afferma l’editoriale del quotidiano di sinistra. “La violenza contro i deputati nel Regno Unito è per fortuna eccezionale. Quali che siano le motivazioni, un attacco contro un deputato è sempre e comunque anche un attacco contro il parlamento, come è apparso molto chiaramente giovedì. Siamo alla vigilia di quello che si annuncia come un plebiscito sull’immigrazione e gli immigrati. Il tono è settario e aggressivo. L’idealismo di Cox è l’antitesi di questo cinismo brutale. Onore alla sua memoria. Perché i valori e l’impegno che incarnava sono tutto ciò che abbiamo per tenere a bada la barbarie”.

The Guardian, 17 giugno 2016.

“Jo credeva in un mondo migliore e si batteva per questo ogni giorno”
The Daily Telegraph, Londra

“Ci vuole coraggio per essere un deputato”, scrive Michael Deacon. Per l’editorialista “non importa quanto lavori sodo, quanto cerchi di aiutare: non si fideranno di te. Ti inganneranno. Ti odieranno. Non solo quelli che ti conoscono, ma anche quelli che non ti conoscono. Vuoi renderti accessibile per gli elettori, e quindi usi i social media, dai il tuo indirizzo email e il tuo numero di telefono, e vai ai comizi ai quali tutti – proprio tutti – possono venire. La maggior parte della gente con cui hai a che fare sarà probabilmente ragionevole e rispettosa. Ma online e dal vivo incontrerai delle persone che non lo sono. Altri ti insulteranno, ti malediranno, ti minacceranno e ti rimprovereranno per dei problemi che non hai provocato”.

“Uccisa a colpi di pistola per strada: la deputata che viveva per aiutare”
The Independent, Londra

Oliver Wright scrive che “i deputati dell’intero arco politico hanno messo da parte le loro differenze per rendere omaggio a una delle più promettenti giovani deputate, uccisa per strada nella sua circoscrizione. La polizia indaga su possibili legami tra l’assassino presunto e l’estrema destra. Cox era molto impegnata sul fronte dei diritti dei profughi siriani e si batteva affinché il governo accogliesse un numero maggiore di richiedenti asilo”.

The Independent, 17 giugno 2016.

“L’assassinio di Jo Cox interrompe bruscamente la campagna per il referendum”
Financial Times, Londra

“L’uccisione della deputata Jo Cox ha scioccato la classe politica britannica ieri, interrompendo in modo brusco la campagna sempre più accesa del referendum sulla permanenza del Regno Unito all’Ue”, scrive Kate Allen. “Cox, 41 anni, sostenitrice della campagna a favore del Regno Unito nell’Unione, è stata accoltellata e colpita a morte ripetutamente nella sua circoscrizione a Birstall, vicino Leeds. Suo marito Brendan e i loro due piccoli figli avevano partecipato a una finta battaglia navale tra contrari e favorevoli alla Brexit che si era tenuta sul Tamigi qualche giorno prima della sparatoria”.

“La mia Jo”
The Sun, Londra

“L’uccisione di Cox è incomprensibile. La sua famiglia ha perso una fantastica moglie e madre. La nostra democrazia è stata derubata di una nuova deputata con grandi talento e potenzialità”, scrive l’editoriale del tabloid: “Non sappiamo ancora se l’assassinio di Jo Cox è collegato al crescente fervore con cui si sta svolgendo la campagna del referendum sulla Brexit. Ma sembra difficile si tratti di una semplice coincidenza, visto l’odio di cui entrambi gli schieramenti hanno dato prova. The Sun fa campagna per il leave – l’uscita dall’Ue. Oggi non è il momento. La campagna per questo referendum è andata molto al di là di un dibattito franco e onesto. I sostenitori del leave e del remain hanno regolarmente superato il limite”.

“Che tragico spreco”
Daily Mail, Londra

“Jo Cox aveva ricevuto una valanga di mail minacciose nei tre mesi che hanno preceduto il suo brutale assassinio e la polizia aveva pensato di aumentare la sua sicurezza”, spiega il giornale, secondo il quale “una fonte ha detto che Cox ‘non aveva prestato molta attenzione’ ai messaggi finché ‘la quantità e la frequenza sono aumentati’. Un uomo è stato fermato ma la polizia ha confermato che non è collegato con quello arrestato ieri dopo l’attacco”.

“Jo credeva in un mondo migliore. Voleva che fossimo tutti uniti contro l’odio che l’ha uccisa”
Daily Mirror, Londra

“La morte di Jo Cox ha tolto a Westminster una delle sue stelle più luminose e una madre fantastica alla sua famiglia”, scrive l’editoriale del tabloid, secondo il quale “coloro che affermano che tutti i politici sono uguali dovrebbero riflettere. L’uccisione di un deputato è un attacco contro la democrazia. Dovremmo ricordare che, quando danno il meglio di sé, i nostri politici sono dei servitori dello stato che accettano gli insulti e le frustrazioni perché vogliono rendere il loro paese migliore”.

In collaborazione con VoxEurop.

pubblicità

Articolo successivo

Trovarsi un hobby
Le regole