Un’immagine di Robert Mugabe per i festeggiamenti del 37° anniversario dell’indipendenza dello Zimbabwe, il 18 aprile 2017.

Il sistema creato da Mugabe non può risolvere la crisi dello Zimbabwe

Un’immagine di Robert Mugabe per i festeggiamenti del 37° anniversario dell’indipendenza dello Zimbabwe, il 18 aprile 2017.
20 aprile 2017 11:33

Il 18 aprile lo Zimbabwe ha celebrato il 37° anniversario della sua indipendenza dal Regno Unito. Un’occasione da festeggiare per il regime di Robert Mugabe, ma non per i suoi oppositori, indignati per la tragica situazione in cui versa il paese dell’Africa australe.

Ancora prima dell’inizio delle celebrazioni nello stadio della capitale Harare, i dirigenti dell’opposizione avevano spiegato che non avrebbero partecipato alle cerimonie ufficiali. “A causa dell’estrema povertà che ci circonda e delle gravi sofferenze sopportate dalla popolazione, non c’è nulla da celebrare”, ha dichiarato in un comunicato Morgan Tsvangirai, capo del Movimento per il cambiamento democratico (Mdc), che si è alleato con la ex vicepresidente Joice Mujuru.

Il Financial Times mette in evidenza una realtà ben diversa da quella descritta dalle dichiarazioni di Mugabe, 93 anni (il più vecchio capo di stato del mondo), cioè quella di un paese in piena crisi economica. Per il quotidiano britannico, la prova di questa situazione è rappresentata dal fatto che il bestiame è ormai usato come moneta di scambio, un evidente segno di “disperazione”.

Questa pratica è già usata altrove, in particolare in Ghana, in Kenya e in Nigeria, ma nello Zimbabwe è un modo per mantenere in vita l’economia del paese al collasso.

I paradossi dello Zimbabwe indipendente
Sul New Zimbabwe Tendai Biti, ex segretario generale dell’Mdc (dal quale è stato espulso e che oggi è leader di una sua formazione, il Partito democratico del popolo), spiega l’enorme paradosso dello Zimbabwe dopo l’indipendenza: “L’incapacità di chi è al potere di rispondere alle esigenze del popolo ha sottratto a quest’ultimo il diritto di raccogliere i frutti del sacrificio fatto dai suoi liberatori”.

Nel luglio del 2018 dovrebbero svolgersi le elezioni presidenziali e politiche. Il “vecchio coccodrillo” (come è soprannominato Mugabe), che regna incontrastato dal 1980, è già stato designato come candidato dal suo partito, l’Unione nazionale dello Zimbabwe-Fronte patriottico (Zanu-Pf), per esercitare ancora una volta le funzioni di presidente. Il suo obiettivo è quello di mantenere il controllo della vita politica del paese.

Ma come afferma il quotidiano indipendente NewsDay, “un uomo di 93 anni, chiunque esso sia, è incapace di fornire delle risposte ai mali del nostro secolo”. E conclude: “In questa situazione, l’ideologia, che è all’origine dei problemi, non potrà diventare la soluzione”.

(Traduzione di Andrea De Ritis)

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