24 giugno 2020 12:57

I bambini contagiati dal Sars-cov-2 non sembrano trasmettere il virus ai loro compagni di classe e agli insegnanti. È la conclusione di una piccola indagine epidemiologica condotta in Francia. Il risultato della ricerca è importante perché fin dall’inizio della pandemia si è pensato che i bambini, anche se meno colpiti dal nuovo coronavirus, potessero essere dei vettori di contagio nelle scuole e di conseguenza nelle loro famiglie, e questo ha portato la maggior parte dei governi del mondo a fermare l’attività scolastica per precauzione.

L’indagine condotta dall’istituto Pasteur di Parigi ha coinvolto 1.340 persone a Crépy-en-Valois, una cittadina a nordest della capitale francese, dove tra febbraio e marzo c’è stato un focolaio di covid-19.

Tra le persone oggetto dello studio c’erano 510 alunni di sei diverse scuole elementari. L’8,8 per cento dei bambini è stato contagiato, ma tra gli alunni infettati prima della chiusura delle scuole per le vacanze di febbraio nessuno ha portato a contagi secondari.

Ecco, più nel dettaglio, cosa è emerso dall’indagine:

  • Il virus ha cominciato a circolare in questa comunità alla fine di gennaio 2020 e il numero di casi è aumentato gradualmente fino all’inizio di marzo, prima di stabilizzarsi e diminuire verso la fine del mese.
  • Delle 1.340 persone incluse nello studio, 139 sono state infettate dal virus, pari al 10,4 per cento della popolazione considerata.
  • Tra i 510 scolari inclusi nell’indagine ci sono stati tre probabili casi di infezione da Sars-cov-2 in tre delle sei scuole prima che le scuole chiudessero per le vacanze scolastiche di febbraio e poi per il lockdown. Questi casi non hanno portato a casi secondari, né tra gli altri scolari né tra il personale docente.
  • Gli insegnanti sono stati poco colpiti: sono stati registrati tre casi di contagio su 42 insegnanti considerati (7,1 per cento), una proporzione simile a quella trovata trovata tra i genitori di bambini non infetti (6,9 per cento). Per il personale non docente delle scuole, la percentuale d’infezione è stata del 3,6 per cento (un contagio su 28 persone).
  • La percentuale d’infezione era alta (61,0 per cento) tra i genitori di bambini infetti. I ricercatori pensano che in molti casi siano stati proprio i genitori a contagiare i figli.
  • Sulle 139 persone risultate positive al Sars-cov-2 solo due sono state ricoverate in ospedale (due adulti) e non ci sono state vittime.
  • I bambini hanno avuto sintomi lievi, non chiaramente riconducibili alla malattia. Solo la diarrea e l’affaticamento, presenti in dieci/quindici casi, erano associabili alla malattia.
  • Tra gli adulti, il 90,7 per cento di chi aveva perso l’olfatto e il 75 per cento di chi aveva perso il gusto, erano positivi al virus, confermando il forte valore predittivo di questi sintomi.
  • La percentuale di forme asintomatiche è stata stimata in 8 su 81 (9,9 per cento) negli adulti e 24 su 58 (41,4 per cento) nei bambini.

Finora i dati sui contagi tra i bambini e dai bambini sono stati contraddittori, con alcuni studi che hanno raggiunto conclusioni similia a quelle dell’istituto Pasteur e almeno un altro che ha dato indicazioni diverse.

Le altre notizie dal mondo

  • Secondo il New York Times, l’Unione europea sta pensando di vietare l’ingresso delle persone che arrivano dagli Stati Uniti, uno dei paesi dove il virus si sta diffondendo più rapidamente. La decisione definitiva sulla riapertura delle frontiere dell’Unione arriverà entro la fine di giugno, visto che il 1 luglio scade il divieto di ingresso che è stato in vigore in questi mesi. Secondo la bozza visionata dal giornale statunitense, le frontiere resterebbero chiuse anche per chi arriva da Brasile e Russia, altri due paesi che secondo le autorità europee non sono riusciti a contenere l’epidemia. Potrebbero invece entrare nel paese le persone provenienti da paesi con tassi di infezione inferiori alla media europea. Tra i paesi considerati “accettabili” c’è anche la Cina. La lista sarebbe aggiornata ogni due settimane. È importante sottolineare che si tratta solo di raccomandazioni ai paesi membri, che hanno il potere di decidere sulla riapertura delle loro frontiere.
  • Le valutazioni dell’Europa riflettono i timori degli esperti statunitensi. Il 23 giugno Anthony Fauci, principale esperto sanitario della Casa Bianca, ha parlato di un preoccupante aumento dei casi in molte zone del paese. Negli ultimi giorni in sette stati – Arizona, Arkansas, California, North Carolina, South Carolina, Tennessee e Texas – sono aumentati rapidamente i ricoveri negli ospedali.
  • Lo stesso discorso vale per il Brasile, dove i morti totali sono più di 52mila e i contagi più di 35mila al giorno. Il 23 giugno un giudice ha ordinato al presidente Jair Bolsonaro, che fin dall’inizio ha minimizzato i rischi sanitari, di indossare una mascherina in pubblico. In America Latina finora almeno centomila persone sono morte di covid-19. Il secondo paese più colpito è il Messico, con 24mila morti.
  • Il premier britannico Boris Johnson ha annunciato che dal 4 luglio molte misure di contenimento del virus saranno allentate. Pub, ristoranti, cinema e saloni di parrucchieri saranno autorizzati a riaprire. La distanza minima tra le persone sarà portata da due metri a uno, e sarà possibile incontrare persone non conviventi al chiuso. “La nostra ibernazione sta cominciando a finire”, ha dichiarato Johnson. Il 23 giugno nel Regno Unito sono stati registrati 921 nuovi casi, il numero più basso dall’inizio del lockdown. Ma nel paese i dubbi sulla gestione dell’epidemia da parte del governo sono ancora molti. In una lettera aperta pubblicata sul British Medical Journal, i direttori di alcune autorità sanitarie hanno avvertito del “rischio concreto” di una seconda ondata e hanno chiesto che sia lanciata un’immediata verifica delle capacità di risposta del paese.
  • In Russia è in corso la parata militare che celebra la vittoria nella seconda guerra mondiale, nonostante i timori legati alla diffusione rapida del virus nel paese. L’evento era inizialmente previsto per il 9 maggio. Il presidente Vladimir Putin è stato costretto a spostarlo per via della pandemia, ma ha deciso di organizzarlo prima del voto costituzionale che potrebbe permettergli di fare altri due mandati al Cremlino. A Mosca, epicentro dell’epidemia nel paese, il lockdown è stato ammorbidito a inizio giugno, ma in teoria gli assembramenti sono vietati. Alla parata partecipano 13mila militari, che sono stati messi in quarantena prima dell’evento. Il sindaco di Mosca ha chiesto alle persone di restare a casa. Le persone invitate all’evento dovranno essere testate. Al momento la Russia conta 600mila casi e 8.500 morti.
  • In Sudafrica più di 200 alunni tornati di recente a scuola in una zona povera della provincia di Eastern Cape sono risultati positivi. La provincia conta il 15 per cento dei 101mila casi registrati nel paese. I morti totali in Sudafrica sono circa duemila.
  • L’Australia ha confermato il primo morto di covid-19 nell’ultimo mese, un uomo di 80 anni nello stato di Victoria. I decessi nel paese sono stati finora 103.
  • La Nuova Zelanda ha registrato un nuovo caso di covid-19, un cittadino che tornava dall’estero. Nel paese al momento ci sono 11 persone ammalate di covid-19.