03 luglio 2020 14:50

La vittima più giovane aveva due anni. È stata uccisa il 29 marzo insieme alla sorella di quattro e alla madre, Kelly Fitzgibbons, 40 anni, a Woodmancote, nel sud del Regno Unito. La vittima più anziana ne aveva 82, si chiamava Elizabeth Dobbin ed è stata trovata morta il 30 marzo nella casa che condivideva con il nipote a Larne, in Irlanda del Nord. Sono 26 in tutto le donne, le ragazze e le bambine uccise dai compagni o dai parenti maschi durante il lockdown nel Regno Unito. Il dato è stato denunciato dal gruppo di ricerca Counting dead women project ed è stato confermato dal New York Times in un’inchiesta condotta attraverso interviste e consultando i registri della polizia e dei tribunali e la stampa locale.

Durante il primo mese di lockdown, ha scoperto il New York Times, sedici donne sono state uccise in “sospetti omicidi domestici”, più del triplo rispetto allo stesso periodo del 2019. Ma il governo britannico “fatica ancora a rispondere adeguatamente più di quattro mesi dopo” e “non ha mai dato priorità alla pianificazione contro l’abuso domestico nel lockdown”. Per le vittime intrappolate con i loro aguzzini, “le conseguenze sono state catastrofiche”. Le chiamate ai numeri di emergenza si sono moltiplicate, le organizzazioni benefiche si sono ritrovate cariche di lavoro e nelle case di accoglienza non ci sono posti per soddisfare tutte le richieste. All’inizio del lockdown il governo aveva promesso 37 milioni di sterline, pari a 41 milioni di euro, come fondo di emergenza per le organizzazioni che si occupano delle vittime di violenza domestica, ma per ora è stato versato solo un milione.

“Secondo gli esperti, l’abuso domestico di solito è una continua e deliberata campagna di violenza psicologica e fisica volta a soddisfare il desiderio di controllo dell’autore”, si legge sul New York Times. Trovandosi in una condizione di improvviso aumento dello stress, la persona che commette l’abuso spesso compensa intensificando gli attacchi allo scopo di riacquistare un senso di potere e di dominio. “Per molte donne sopravvissute agli abusi il lockdown ha significato vivere nel terrore”, scrive ancora il quotidiano prima di ricostruire, attraverso le testimonianze delle vittime e degli operatori del settore, le esperienze di alcune di loro e le carenze del sistema britannico negli ultimi mesi.

Le altre notizie dal mondo

  • Dopo settimane in cui i bilanci giornalieri erano in calo, negli ultimi giorni la diffusione del virus è di nuovo aumentata in Iran. Il 2 luglio il capo del Consiglio per la lotta contro il coronavirus a Teheran, Alireza Zali, ha lanciato l’allarme: “Solo nella capitale il 1 luglio sono stati registrati 540 nuovi casi di covid-19 e più di cento persone sono state ricoverate in ospedale”. Cresce anche il numero di malati in uno stato critico con meno di trent’anni. Il tutto il paese i contagi sono 232.863, mentre i decessi 11.106. Il consiglio ha chiesto di mettere in atto restrizioni agli spostamenti nella capitale, di vietare i matrimoni e i funerali, e di limitare gli orari di lavoro, ma per il viceministro della sanità Iraj Harirchi “un ritorno delle restrizioni in sei province, tra cui Teheran, sarà inevitabile”. Intanto il governo ha imposto altre misure, tra cui l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici a partire dal 5 luglio per almeno due settimane. Le scuole e le università restano chiuse fino a nuovo ordine e la preghiera del venerdì non è ancora ripresa nelle città più colpite.
  • Negli Stati Uniti il 2 luglio sono stati registrati 55mila nuovi casi di covid-19. Si tratta di un aumento dell’85 per cento nei contagi giornalieri rispetto a due settimane fa, quando gli stati hanno cominciato le aperture dopo che il lockdown aveva portato a un calo delle infezioni, soprattutto nel nordest del paese, particolarmente colpito. Ora si registra un nuovo picco negli stati del sud e nell’ovest, e in otto è stato registrato un record di contagi il 2 luglio: Alaska, Arkansas, California, Florida, Georgia, Montana, South Carolina e Tennessee.

Intanto il paese si prepara a festeggiare in modo diverso dal solito la giornata dell’indipendenza del 4 luglio: molte città, tra cui Washington, hanno cancellato la parata annuale, alcuni eventi saranno celebrati online, bar e ristoranti resteranno chiusi e le spiagge in stati come la Florida e la California saranno inaccessibili.

  • Secondo uno studio pubblicato il 2 luglio dalla rivista Cell, la variante di Sars-cov-2 che domina oggi nel mondo infetterebbe le cellule più facilmente rispetto a quella apparsa originariamente in Cina. Per questo probabilmente si propaga di più tra gli esseri umani. Altri ricercatori, però, hanno sottolineato che i risultati non sono definitivi e restano ancora molte incertezze. Lo studio, condotto da ricercatori delle università di Sheffield e Duke e del laboratorio nazionale di Los Alamos, negli Stati Uniti, sostiene che quando il virus è uscito dalla Cina ed è arrivato in Europa ha subìto una mutazione che poi è diventata dominante. Questa versione europea si sarebbe diffusa negli Stati Uniti, rendendo il virus “più infettivo”.
  • In Sudafrica all’inizio di giugno i contagi erano 34mila. Il 3 luglio sono 168mila. Secondo alcuni l’aumento è dovuto a una maggior diffusione dei test diagnostici, ma ci sono segnali di una ripresa dei contagi. Nelle ultime settimane il governo aveva consentito la ripresa di alcune attività per far ripartire l’economia, ma le autorità di Johannesburg, la principale città del paese, stanno valutando se imporre di nuovo alcune restrizioni. Con 58 milioni di abitanti, il Sudafrica ha registrato il 40 per cento dei casi di tutto il continente. Finora sono morte 2.844 persone.
  • Il numero dei casi di covid-19 in Afghanistan ha superato 32mila e il ministero della sanità ha registrato 302 nuovi contagi il 3 luglio. Il numero dei decessi è salito a 819, mentre è diminuito il numero dei test eseguiti quotidianamente. La Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama) ha chiesto al governo e ai taliban di moltiplicare gli sforzi per proteggere i civili e diminuire i conflitti di fronte all’emergenza sanitaria. Secondo un rapporto pubblicato dall’Unama il 2 luglio, nei primi sei mesi del 2020 più di ottocento civili sono stati uccisi e feriti in attacchi contro i civili.
  • Il Perù ha superato la soglia dei diecimila morti il 2 luglio, ha annunciato il ministero della sanità. Secondo il bilancio quotidiano, i casi sono arrivati a 292.004, con 3.527 nuovi contagi. Questa settimana le autorità hanno cominciato ad alleggerire le restrizioni in alcune regioni, tra cui la capitale Lima.

Un grafico dell’Agence France-Presse illustra l’aumento dei casi di covid-19 nella settimana fino al 2 luglio nei paesi del mondo più colpiti dalla pandemia.