30 luglio 2020 17:06

La pandemia di nuovo coronavirus ha raggiunto il 30 luglio una nuova tappa, superando 17 milioni di contagi, più della metà dei quali in tre paesi. Secondo un calcolo dell’Afp, sono infatti almeno 17.022.877 i casi e 666.586 i decessi registrati in 197 paesi, tra cui gli Stati Uniti, il paese più colpito (150.713), il Brasile (90.134) e l’India (34.968). La progressione del virus inoltre continua ad accelerare: in quattro giorni ci sono stati un milione di nuovi casi e nel mese di luglio sono più di 6,5 milioni.

  • A sei mesi dal suo inizio, la pandemia e le misure senza precedenti prese per frenare la diffusione del virus – incluso l’isolamento forzato di gran parte della popolazione mondiale – stanno avendo un impatto devastante sull’economia globale, facendo perdere il lavoro a milioni di persone in settori come quello dei trasporti o della distribuzione. Secondo l’ufficio federale tedesco di statistica, Destatis, nel secondo semestre 2020 la Germania ha subìto un calo pari al 10,1 per cento del suo pil a causa delle misure di contenimento del virus. Si tratta del “peggior calo del pil dall’inizio del suo calcolo trimestrale nel 1970”, ha sottolineato la Destatis in un comunicato. L’ufficio ha precisato inoltre che il calo rispetto al secondo trimestre del 2019 è stato dell’11,7 per cento. Il 30 luglio dovrebbe essere reso noto il pil del secondo trimestre negli Stati Uniti, che dovrebbe scendere di almeno il 35 per cento.
  • Uno studio britannico pubblicato il 30 luglio afferma che il Regno Unito ha registrato il tasso più alto di aumento di mortalità in tutta Europa dall’inizio della pandemia. Altri paesi hanno presentato focolai più importanti, ma più circoscritti. Le cause dei decessi non sono però tutte legate al coronavirus. Il picco più alto per quanto riguarda l’aumento della mortalità è stato registrato in Spagna e in alcune regioni dell’Italia del nord. La città di Bergamo, in particolare, nella settimana dal 13 al 20 marzo ha registrato il più alto aumento della mortalità, pari all’847,7 per cento rispetto alla media.
  • La Svezia, la cui strategia poco rigida contro il coronavirus aveva attirato l’attenzione di tutto il mondo, ha invitato il 30 luglio i suoi cittadini a lavorare da casa almeno fino a Capodanno. Il paese ha infatti passato la soglia degli 80mila casi. La misura, che mira a ridurre gli assembramenti nei trasporti pubblici, vuole anche facilitare tutti coloro che svolgono professioni considerate essenziali. Le autorità svedesi stanno comunque registrando una diminuzione del numero di nuovi casi, in particolare di quelli più gravi. Ma l’agenzia svedese di sanità pubblica sottolinea che se “i contatti tra le persone aumentano di nuovo, c’è il forte rischio che la propagazione del virus riprenda durante l’autunno”.
  • Il 30 luglio la Polonia ha registrato un nuovo record di casi di covid-19, dopo la scoperta di 615 nuovi contagi. Le autorità stanno valutando la reintroduzione della quarantena obbligatoria per tutti coloro che provengono da altri paesi.
  • Dopo quasi tre mesi di riduzione delle misure contro il covid-19, l’Islanda ha annunciato di voler rafforzare i limiti contro gli assembramenti, visto l’aumento dei contagi nel paese. Ventotto dei 31 nuovi casi sono legati a contagi avvenuti dentro i confini nazionali. Cinque focolai sono stati identificati nel sudovest. Il governo ha annunciato che il limite per gli assembramenti passerà da 500 a 100 persone, come all’inizio dell’epidemia. La distanza di due metri, diventata una semplice raccomandazione dal 22 maggio, tornerà a essere una regola obbligatoria e la mascherina dovrà essere indossata nei trasporti pubblici e nei luoghi chiusi dove la distanza non può essere rispettata. Alle frontiere, dove i viaggiatori possono essere sottoposti ai test, e in particolare all’aeroporto internazionale di Keflavik, i turisti che vogliono soggiornare dieci o più giorni sull’isola dovranno sottoporsi a un secondo test dopo quattro o sei giorni dall’arrivo. Queste nuove misure entrano in vigore oggi per almeno due settimane.
  • Le autorità vietnamite stanno preparando un’operazione di tracciamento su 20mila abitanti della città di Hanoi che hanno recentemente soggiornato nella località turistica di Da Nang, dove sono stati segnalati i primi casi di coronavirus nel paese dopo più di tre mesi. Il ministero della salute ha invitato tutti coloro che a partire dal 1 luglio ci sono stati a segnalarsi.
  • In Giappone è stato registrato il numero record di 1.274 nuovi contagi, afferma il Japan Times. Il governatore di Tokyo ha invitato ristoranti, bar e karaoke nella capitale giapponese a chiudere presto la sera nel tentativo di contenere la pandemia che sta riguadagnando terreno.
  • Con un numero molto ridotto di fedeli e diverse misure sanitarie eccezionali, il pellegrinaggio di quest’anno alla Mecca sembra paradossalmente essere tra i più sicuri degli ultimi anni. Durante lo hajj i fedeli sono infatti inevitabilmente esposti a molte malattie virali. Ma con la pandemia, che ha portato l’Arabia Saudita a registrare circa 272.590 casi di contagi, tra cui 2.816 decessi, le autorità hanno imposto maggiori misure di protezione e norme sanitarie rigide per evitare ogni rischio di contagio. Di solito, più di due milioni di fedeli provenienti da tutto il mondo partecipano al pellegrinaggio.