13 novembre 2020 16:15
  • In Francia il lockdown continuerà almeno per altre due settimane: l’ha annunciato il 12 novembre il premier Jean Castex. Secondo i dati pubblicati dalle autorità sanitarie, il 12 novembre il numero di persone ricoverate per covid-19 ha superato il picco della prima ondata dei contagi: 32.683 pazienti contro i 32.292 al culmine della prima ondata, il 4 aprile.
  • Per la seconda volta in una settimana è stata annunciata l’ottima efficacia di un vaccino anticovid arrivato alla terza fase di sperimentazione: si tratta dello Sputnik V prodotto in Russia e presentato come altrettanto efficace di quello annunciato dalla Pfizer/Biontech. Due importanti riviste scientifiche, Nature e Science, invitano però alla cautela. “Il centro nazionale di epidemiologia e microbiologia Gamaleya di Mosca e il fondo russo di investimento diretto affermano che un’analisi preliminare della sperimentazione ha rivelato un’efficacia del 92 per cento”. L’analisi è basata su venti contagi da sars-cov-2 individuati tre settimane dopo che più di 16mila volontari avevano ricevuto la prima dose del vaccino o un placebo, su un totale di 40mila partecipanti. Numeri più bassi, osserva Nature, “di quelli presentati dalla Pfizer/Biontech e tempi di osservazione più brevi”.
  • “Il vaccino dei laboratori russi usa due tipi di dosi, entrambi basati sull’uso di adenovirus, che devono esporre il sistema immunitario alla proteina spike del sars-cov-2, il virus che causa il covid-19”, scrive Science. “Ma la statunitense Food and drug administration non avrebbe accettato un report su appena venti casi, osserva John Moore, un ricercatore vaccinologico presso il Weill Cornell medical college. Moore si chiede perché la Russia stia agendo con tanta fretta, anche se aggiunge che questo non significa che sia sbagliato”. Inoltre, sottolinea Nature, “il protocollo sperimentale dello Sputnik V non è stato reso pubblico, diversamente da quanto fatto da altri laboratori che presentano i risultati della loro fase tre. Per cui non è chiaro se stiano proseguendo le osservazioni oltre ai primi venti casi analizzati”. Sarah Gilbert, una vaccinologa dell’università britannica di Oxford, intervistata da Science, è cauta perché l’annuncio si basa solo su venti soggetti contagiati, ma anche ottimista perché il vaccino che la sua équipe sta sperimentando impiega la stessa tecnica con adenovirus per esporre il sistema immunitario alla proteina spike del sars-cov-2: “Alla luce dei risultati russi, anche noi possiamo aspettarci un’alta efficacia, ma dobbiamo aspettare e vedere”.
  • Il Bangladesh ha prorogato la chiusura di tutte le scuole e delle altre istituzioni educative fino al 19 dicembre per timore di una seconda ondata di contagi durante i mesi invernali. La decisione è stata presa dal governo visto il continuo aumento dei nuovi casi: il 12 novembre sono stati registrati 1.845 nuovi casi positivi che hanno portato il totale dei contagi nel paese a 427.198. Il governo ha chiuso le scuole del paese il 17 marzo, all’inizio della pandemia, e da allora la chiusura è stata prorogata diverse volte. Le lezioni continueranno a essere trasmesse in televisione per gli studenti delle scuole, mentre le università continueranno a tenere le lezioni online. In Bangladesh molti studenti non hanno accesso a internet, hanno dovuto abbandonare le città perché i genitori hanno perso il lavoro a causa della pandemia o sono stati costretti a lavorare nelle fabbriche per aiutare le proprie famiglie. Secondo Rasheda Choudhury, direttrice della Global campaign for education, con la chiusura delle scuole c’è il rischio che molti studenti non tornino tra i banchi dopo la pandemia. “Al momento non ci sono dati disponibili, ma temiamo che il tasso dell’abbandono scolastico possa arrivare fino al 40 per cento”, ha detto.
  • Il 13 novembre scade il “periodo di grazia” concesso alla Zambia per il pagamento del debito internazionale: se non riuscisse a pagarlo sarebbe il primo paese africano a dichiarare default a causa della pandemia. Il governo non è riuscito a pagare il debito di oltre 40 milioni di dollari lo scorso mese e aveva chiesto di posticipare la scadenza per il pagamento ad aprile 2021, ma i creditori non hanno accettato. Lo Zambia era già in difficoltà a causa del peso del debito estero di 12 miliardi di dollari e la pandemia ha peggiorato le difficili condizioni economiche del paese imponendo un onere aggiuntivo per i servizi sanitari. Sarah-Jayne Clifton, direttrice della Jubilee debt campaign, afferma che “è immorale che i paesi chiedano il rimborso completo e realizzino enormi profitti sul debito dello Zambia mentre il paese lotta contro il covid-19, una grave crisi economica e livelli di povertà vertiginosi”.
  • Il 15 novembre riaprirà l’aeroporto internazionale dell’Avana, a Cuba, dopo essere rimasto chiuso per sette mesi e mezzo a causa della pandemia. A metà ottobre il governo aveva cominciato una graduale riapertura del paese per rilanciare il settore turistico. La maggior parte degli aeroporti di Cuba era stata riaperta a eccezione dell’aeroporto dell’Avana, considerata l’epicentro dei contagi nel paese. Ma con il calo dei nuovi casi (il paese ne ha registrati meno di 50 al giorno nell’ultima settimana) e l’avvicinarsi dell’alta stagione turistica il governo cubano ha deciso di riaprire ai turisti internazionali nel rispetto dei protocolli sanitari. I turisti non dovranno effettuare il test per il covid-19 prima di partire, ma saranno sottoposti al tampone all’arrivo nel paese. Inoltre, ai turisti sarà applicata una tariffa sanitaria per coprire i costi aggiuntivi per rispettare i nuovi protocolli igienici.
  • In Norvegia, uno studio per determinare gli effetti benefici dell’olio di fegato di merluzzo nel trattamento dei pazienti malati di covid-19 è stato presentato il 10 novembre dall’Oslo University Hospital e si basa sui risultati ottenuti durante gli studi effettuati in questi mesi. Secondo i dati raccolti su 15mila norvegesi dagli inizi della pandemia, tra le duemila persone che sono risultate positive i consumatori abituali di olio di fegato di merluzzo sono stati molto pochi e hanno sviluppato sintomi meno gravi rispetto agli altri. L’olio di fegato di merluzzo è ricco di vitamina D, importante per la prevenzione delle infezioni alle vie respiratorie. “La differenza non è molta, ma abbastanza significativa da consentirci di osservarla più da vicino”, ha detto Arne Sorass, medico e ricercatore dell’Oslo University Hospital. La Norvegia ha registrato uno dei tassi di contagi più bassi d’Europa: dagli inizi della pandemia i contagi sono stati 25mila, mentre i decessi 285. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, sono stati registrati 130 casi ogni centomila persone.
  • Uno dei più ampi studi condotti in Africa sulla presenza nella popolazione di anticorpi al sars-cov-2 suggerisce che il virus abbia infettato il 4 per cento degli abitanti del Kenya, un dato sorprendentemente alto rispetto al basso numero di decessi registrati nel paese, 341 alla fine di luglio. La ricerca è stata condotta tra la metà di aprile e la metà di giugno di quest’anno dall’équipe guidata da Sophie Ugoya del Kmri-Wellcome trust research programme a Kifil, scrive Nature. In base ai campioni raccolti, i risultati forniscono una prevalenza di anticorpi simile a quella registrata in Spagna, dove però all’inizio di luglio erano stati registrati 28mila morti. Il rapporto tra la prevalenza di anticorpi e il numero di morti dovuti al covid-19 spingono le autrici della ricerca ad affermare che in Africa gli effetti del coronavirus sono attenuati rispetto ad altri continenti.
  • Dopo la scoperta di una mutazione potenzialmente problematica del coronavirus nel visone in Danimarca, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) il 12 novembre ha invitato i paesi membri e il Regno Unito ad adottare “misure di prevenzione e controllo delle infezioni per i lavoratori degli allevamenti di visoni e i visitatori esterni”. Invita inoltre i paesi a testare i visoni, che presentano la rara caratteristica di poter essere infettati dal coronavirus e infettare gli esseri umani, oltre raccomandare “strategie di preparazione e risposta”. L’Ecdc non formula raccomandazioni relative a una possibile macellazione preventiva, che “è al di fuori della sua area” di competenza, ha dichiarato un portavoce. La mutazione di un virus è comune e spesso innocua, secondo la comunità scientifica. Ma nel caso di questo ceppo, denominato Cluster 5, presenterebbe il rischio, secondo le prime valutazioni danesi, di una minore efficacia degli anticorpi umani. “Distribuito ampiamente nella popolazione, potrebbe potenzialmente influenzare il livello generale di efficacia dei vaccini in fase di sviluppo e lo sviluppo di un serbatoio di virus nel visone potrebbe favorire varianti di virus problematiche in futuro”, ha scritto l’Ecdc. Tuttavia, c’è “grande incertezza” sulla realtà di questo rischio “e sono necessarie ulteriori ricerche sulla natura di queste mutazioni e sulle loro implicazioni”, secondo l’agenzia europea. Oltre al Cluster 5, sono state identificate altre quattro mutazioni del virus del visone, ma non sono considerate problematiche. In totale, 214 pazienti erano portatori di forme mutanti legate al visone in Danimarca, di cui 12 del modulo Cluster 5 risalenti a settembre. Nessun nuovo contagio da questo ceppo è stato rilevato negli ultimi giorni.
  • Un fallimento collettivo. È la sintesi di un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità e dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, secondo cui milioni di bambini sono a rischio di morbillo anche quest’anno poiché le restrizioni imposte per contenere la pandemia covid-19 hanno interrotto ulteriormente i programmi di vaccinazione. Dopo un costante ribasso dal 2010 al 2016, i casi di morbillo hanno ricominciato a crescere dal 2017. Il rapporto afferma che nel 2019 si sono verificati un totale di 869.770 casi di morbillo, con 207.500 decessi. L’Oms e l’Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, hanno esortato i governi ad agire ora per prevenire epidemie di morbillo, poliomielite e altre malattie infettive.
  • La Campagna internazionale contro le mine antipersona e le armi a frammentazione ha presentato il rapporto annuale: nel 2019 il numero di vittime è diminuito da quasi 6.900 nel 2018 a 5.600. Tuttavia, la pandemia ha interrotto le operazioni di sminamento, oltre ad aver aumentato le difficoltà di accesso alle cure per le persone sopravvissute e rese disabili dalle esplosioni. I civili, ha ricordato la campagna, sono l’80 per cento delle vittime. La maggior parte delle nuove vittime è stata registrata in Afghanistan, per più di 1.530, in Siria o in Birmania, unico paese ad aver usato nuove mine antipersona dalla metà del 2019. La Birmania non aderisce al Trattato contro le mine antipersona.