30 settembre 2021 13:26

Il 3 e il 4 ottobre 2021 si vota per il primo turno delle elezioni amministrative in 1.157 comuni italiani, tra cui sei capoluoghi di regione. In totale sono chiamati al voto dodici milioni di elettori ed elettrici e di questi più di sei milioni nelle città di Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna. Nei comuni con più di 15mila abitanti, se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta, si tiene un secondo turno a due settimane dal primo. Nelle stesse date si voterà per eleggere la o il presidente della regione Calabria e si svolgeranno le elezioni suppletive in due collegi della camera dei deputati, Siena e Roma Primavalle.

Roma

Nella capitale sono 21 i candidati sindaco. Secondo gli ultimi sondaggi, come quello pubblicato dal Corriere della Sera il 17 settembre, i favoriti sono l’esponente del centrodestra Enrico Michetti, sostenuto tra gli altri da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, e quello del centrosinistra, Roberto Gualtieri, ex ministro dell’economia ed eurodeputato del Partito democratico. Seguono la sindaca uscente Virginia Raggi, candidata con il Movimento 5 stelle, e il leader di Azione, Carlo Calenda.

Milano e Torino

A Milano i candidati alla carica di sindaco sono 13. I sondaggi danno per favorito il sindaco uscente Beppe Sala, sostenuto da Pd, Europa Verde e diverse liste civiche. Il centrodestra sostiene Luca Bernardo, Lyla Pavone è la candidata del Movimento 5 stelle, mentre Gianluigi Paragone è sostenuto da due liste civiche. Sala potrebbe superare la soglia del 50 per cento più uno già al primo turno.

A Torino, i candidati sindaci sono 13. I favoriti, secondo i sondaggi, sono Paolo Damilano, sostenuto dalle liste di centrodestra, e Stefano Lo Russo per il centrosinistra. Si candida anche Valentina Sganga, con il sostegno di M5s ed Europa Verde.Tra gli altri anche Angelo D’Orsi, storico e docente universitario dell’ateneo torinese, appoggiato dalla sinistra radicale.

Bologna e Napoli

Bologna e Napoli sono le due città più grandi dove si è trovata l’intesa tra Pd e Movimento 5 stelle. Nel capoluogo emiliano i partiti guidati da Enrico Letta e Giuseppe Conte hanno presentato il candidato comune Matteo Lepore, che ha vinto le primarie del centrosinistra dello scorso 20 giugno. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sostengono invece la candidatura dell’imprenditore Fabio Battistini. La sinistra si presenta frammentata alle amministrative di Bologna: Dora Palumbo con Sinistra unita, Marta Collot con Potere al popolo e Federico Bacchiocchi con il Partito comunista dei lavoratori.

A Napoli sono sette i candidati sindaci. Secondo i sondaggi i due favoriti sono Gaetano Manfredi, candidato comune dell’alleanza Pd-M5s ed ex ministro dell’università, e Catello Maresca, magistrato appoggiato da Forza Italia, Fratelli d’Italia e altre sei liste, dopo che il tribunale amministrativo regionale ha escluso altre quattro liste a suo sostegno, tra cui quella della Lega. A Napoli sono candidati anche Antonio Bassolino, sindaco dal 1993 al 2000 e poi presidente della regione Campania fino al 2010, e Alessandra Clemente, sostenuta da Potere al popolo.

Le elezioni regionali in Calabria

Nelle stesse date delle elezioni comunali in Calabria si voterà anche per eleggere il presidente della regione. Si tratta di elezioni anticipate, poiché la presidente Jole Santelli è morta il 15 ottobre 2020, pochi mesi dopo essere stata eletta, il 26 gennaio 2020, con una coalizione di centrodestra. Il Partito democratico e il Movimento 5 stelle sostengono una candidata comune, Amalia Bruni, mentre il centrodestra propone Roberto Occhiuto. Si candidano inoltre anche il sindaco uscente di Napoli, Luigi de Magistris, e Mario Oliverio, già presidente della regione Calabria dal 2014 al 2020.

Le elezioni suppletive alla camera dei deputati

A Siena e nel quartiere Primavalle di Roma si terranno le elezioni suppletive per due seggi della camera dei deputati, lasciati vacanti, rispettivamente, da Pier Carlo Padoan del Partito democratico, entrato nel consiglio di amministrazione della Unicredit, e da Emanuela Del Re, del Movimento 5 stelle, diventata rappresentante permanente dell’Unione europea per il Sahel. Nella città toscana è candidato il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, sostenuto anche dal Movimento 5 stelle e da Italia Viva, tra gli altri. Letta ha scelto di non correre con il simbolo del Pd. A sfidarlo sono l’imprenditore Tommaso Marrocchesi Marzi, appoggiato dal centrodestra, e Marco Rizzo, leader del Partito comunista. Per il seggio romano, invece, si presentano Andrea Casu per il Pd, Pasquale Calzetta di Forza Italia e l’ex magistrato Luca Palamara. In questo caso, il Movimento 5 stelle ha scelto di non presentare alcuna candidatura.

Come si vota alle elezioni amministrative

Domenica 3 ottobre i seggi sono aperti dalle 7 alle 23, mentre il 4 si vota dalle 7 alle 15.

Non è obbligatorio il green pass per accedere al seggio, ma si dovranno rispettare tutte le normative anticovid: indossare la mascherina, igienizzare le mani, stare distanziati di almeno un metro nelle file, evitare assembramenti. Gli elettori sottoposti a trattamento domiciliare o in condizioni di quarantena o di isolamento fiduciario per il covid-19, che non possono lasciare l’abitazione in cui dimorano, sono ammessi al voto a domicilio (qui la prefettura di Ravenna spiega come fare).

Ciascun elettore può sbarrare la casella con il nome del candidato che vuole eleggere e in questo caso il voto andrà esclusivamente a lui o a lei. Se invece sbarra il simbolo di una lista, il voto è accordato anche al candidato appoggiato da quel partito. È possibile esprimere fino a un massimo di due preferenze per i candidati al consiglio comunale, ma rispettando il criterio dell’alternanza di genere, un uomo e una donna. Se i due voti andranno a candidati dello stesso genere, la preferenza sarà considerata nulla.

Il voto disgiunto è possibile solo nei comuni più grandi: dove gli elettori sono più di 15mila si può esprimere una preferenza per il candidato di uno schieramento e un’altra per una lista di schieramento opposto. Dove si terrà un secondo turno, si andrà al ballottaggio, ovvero una consultazione tra i due candidati sindaci più votati al primo turno. In quel caso, viene eletto chi ottiene il maggior numero di voti.

Le date delle elezioni cambiano nelle regioni a statuto speciale: in Sicilia e in Sardegna il primo turno è previsto per il 10 e 11 ottobre, mentre in Trentino Alto-Adige solo il 10. L’eventuale ballottaggio si terrà il 24 ottobre.

A cura di Tommaso Bertini