24 novembre 2022 11:06

Ucraina
Gli attacchi russi contro le infrastrutture ucraine hanno portato a massicce interruzioni di corrente e acqua, in particolare nella capitale Kiev, e causato la morte di almeno sei persone. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj il 23 novembre ha definito queste azioni “crimini contro l’umanità” davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Lo stesso giorno il parlamento europeo ha votato per definire la Russia come “stato promotore del terrorismo” per la guerra in Ucraina, invitando l’Ue a creare un quadro giuridico adeguato per riconoscere gli stati indicati come sponsor del terrorismo.

Malaysia
Il leader riformista Anwar Ibrahim è stato nominato il 24 novembre primo ministro. Il sultano Abdullah Ahmad Shah lo ha nominato a capo del governo dopo che il suo partito multietnico e riformista, Pakatan harapan (Alleanza della speranza), ha conquistato il maggior numero di seggi in parlamento alle elezioni legislative del 19 novembre. Ibrahim, 75 anni, leader di lunga data dell’opposizione, è stato imprigionato più volte.

Brasile
L’alta corte elettorale ha respinto il 23 novembre la richiesta del Partito liberale (Pl) del presidente uscente Jair Bolsonaro di annullare parte dei voti nelle elezioni presidenziali dell’ottobre scorso vinte da Luiz Inácio Lula da Silva e ha inflitto al Pl una multa di 22,9 milioni di reais (circa quattro milioni di euro). Il Pl aveva denunciato malfunzionamenti nel sistema di voto elettronico chiedendo che i voti espressi con questo strumento fossero cancellati.

Cina
La Cina il 24 novembre ha registrato 31.527 nuovi casi di covid-19, il numero più alto di contagi in un giorno dall’inizio della pandemia nel 2019, ha dichiarato la commissione sanitaria nazionale. Il maggior numero di casi è stato registrato nella provincia meridionale del Guangdong e nelle municipalità di Pechino e Chongqing.

Repubblica Democratica del Congo
In seguito a un summit a Luanda, in Angola, è stato raggiunto un accordo per un “cessate il fuoco immediato” a partire dalle 18 del 25 novembre nell’est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc). Il presidente congolese Félix Tshisekedi ha incontrato il ministro degli esteri ruandese Vincent Biruta. Le parti hanno anche concordato di chiedere “il ritiro immediato dei ribelli dell’M23 dalle aree occupate”. Nella regione c’è stata una recrudescenza delle tensioni dalla fine di ottobre e i ribelli dell’M23 (Movimento del 23 marzo) hanno guadagnato terreno avanzando su Goma, capoluogo del Nord Kivu. La Rdc accusa il Ruanda di sostenere questa ribellione, cosa che Kigali nega sistematicamente.

Venezuela
Dopo oltre un anno di stallo, il presidente Nicolás Maduro e l’opposizione riprenderanno il 25 novembre i colloqui per cercare di far uscire il Venezuela dalla crisi economica e politica. L’ha annunciato su Twitter il presidente colombiano Gustavo Petro, che intende contribuire a far uscire il paese vicino dall’impasse. Non ha specificato dove si svolgerà l’incontro, ma potrebbe essere in Messico, che aveva già ospitato gli ultimi negoziati.