24 febbraio 2021 15:20
  • Il governo della Slovacchia ha abbandonato il piano di negoziare l’acquisto del vaccino russo Sputnik V, dopo che uno dei partiti della coalizione del primo ministro Igor Matovič ha messo il veto all’acquisto di un prodotto che non è stato autorizzato dall’Agenzia europea del farmaco (Ema). Matovič si era detto entusiasta di Sputnik V. Anche il premier della Repubblica Ceca, Andrej Babis, ha fatto marcia indietro sul vaccino russo dopo l’opposizione degli esperti del suo paese e del suo stesso ministro della sanità. Nell’Ue finora solo l’Ungheria ha acquistato il vaccino Sputnik V.
  • La Thailandia comincerà le vaccinazioni dei gruppi prioritari di popolazione, tra cui il personale sanitario, alla fine di questa settimana, ha dichiarato il primo ministro Prayuth Chan-ocha. Il paese dovrebbe ricevere il 24 febbraio duecentomila dosi (di due milioni ordinate) del vaccino Coronavac della cinese Sinovac, che ha ricevuto l’autorizzazione all’uso di emergenza il 22 febbraio.
  • Le prime 192mila dosi del vaccino cinese Coronavac sono attese in Uruguay per il 25 febbraio, ha dichiarato il presidente Luis Lacalle Pou. L’Uruguay è l’unico paese in Sudamerica a non aver ancora ricevuto dosi. La campagna di vaccinazione comincerà il 1 marzo con insegnanti, agenti di polizia, pompieri e militari di meno di 60 anni. In Uruguay, che ha 3,4 milioni di abitanti, i casi sono in aumento da novembre, e dall’inizio della pandemia sono stati registrati 53.310 contagi e 583 decessi.
  • Nel Regno Unito dal febbraio 2020, quando è scoppiata la pandemia, hanno perso il lavoro 726mila persone e negli ultimi tre mesi dello stesso anno il tasso di disoccupazione è arrivato al 5,1 per cento (pari 1,7 milioni di persone), il più alto dal 2016. Circa il 60 per cento di chi è rimasto senza lavoro ha meno di 25 anni. L’ufficio nazionale di statistica ha anche parlato di primi segnali di stabilizzazione riportando un aumento del lavoro dipendente di 83mila unità tra gennaio e febbraio. Ma la banca centrale britannica e gli economisti prevedono che la disoccupazione crescerà fino al 6,5 per cento entro la metà del 2021. Il governo annuncerà il 3 marzo se intende prolungare i programmi di sussidio al reddito.
  • Il Ghana ha ricevuto il 24 febbraio la prima fornitura di vaccini distribuita dalla piattaforma Covax, hanno annunciato l’Unicef e l’Organizzazione mondiale della sanità. Si tratta di 600mila dosi del vaccino Covishield dell’AstraZeneca prodotto dal Serum institute di Pune, in India.
  • L’azienda alberghiera francese Accor per il 2020 ha annunciato una perdita netta di 1,98 miliardi di euro, un calo del 60 per cento delle sue attività, mentre la cifra del volume d’affari è scesa a 1,61 miliardi di euro. L’azienda nel 2020 ha aperto 205 nuovi hotel, portando il totale delle strutture a 5.139 in 110 paesi, che a dicembre erano aperte all’82 per cento.
  • Gli stati dell’Unione europea riflettono sulla possibilità di introdurre un passaporto vaccinale valido per viaggiare in tutta l’Ue. Durante il consiglio affari generali del 23 febbraio c’è stata una lunga discussione tra i ministri degli affari europei dei 27. “Alcuni hanno espresso preoccupazioni etiche e tecniche. Altri vorrebbero muoversi rapidamente”, ha spiegato la ministra portoghese Ana Paula Zacarias, il cui paese ha la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue. “Siamo tutti d’accordo che abbiamo bisogno di più coordinamento sulla questione”, ma “servono più prove scientifiche e una chiara visione”. Il vicepresidente della commissione, Maroš Šefčovič, ha tirato il freno. Finora “gli esperti hanno concordato una serie di dati minimi da mettere nei certificati vaccinali”, ma “ci sono prove insufficienti per escludere quarantena e obblighi di test per le persone vaccinate”. Per la Commissione, il passaporto vaccinale per il momento può essere usato solo per ragioni mediche. “Essere vaccinati non può essere una precondizione per beneficiare della libertà di movimento”, ha detto Šefčovič. Il tema sarà affrontato anche dai leader nel loro vertice in videoconferenza del 25 e 26 febbraio.
  • L’azienda farmaceutica AstraZeneca ha annunciato il 23 febbraio che potrà produrre nell’Unione europea la metà dei 180 milioni di dosi previste per la consegna nel secondo semestre del 2021. Novanta milioni di dosi arriveranno dagli impianti che lavorano su licenza dell’azienda in altri paesi del mondo.
  • Il 22 febbraio la Commissione europea ha chiesto per iscritto a Germania, Belgio, Ungheria, Danimarca, Finlandia e Svezia di spiegare le loro politiche di restrizione degli spostamenti adottate per frenare la diffusioni delle varianti del virus e giudicate sproporzionate dall’esecutivo europeo. I sei paesi “stanno applicando misure più severe di quelle previste dalla raccomandazione” dell’Ue sulle restrizioni alla libera circolazione, “in particolare per i divieti di entrare o uscire dal paese”, ha detto un portavoce della Commissione. “Chiediamo agli stati membri di allineare le loro misure alle raccomandazioni”, ha aggiunto. I sei paesi hanno dieci giorni per rispondere, ma per ora non si parla di procedure di infrazione. “Il nostro obiettivo è trovare delle soluzioni senza ricorrere a passi legali che possono durare a lungo”, ha dichiarato il portavoce. In Belgio, tutti i viaggi non essenziali in entrata e in uscita sono vietati dal 27 gennaio e la misura è stata prolungata fino al 1 aprile; la Germania ha chiuso i confini con la Repubblica Ceca, la Slovacchia e il Tirolo austriaco, consentendo il passaggio a lavoratori transfrontalieri e conducenti di tir solo esibendo un tampone molecolare negativo effettuato nei tre giorni precedenti. Nella lettera inviata alla Germania la Commissione sottolinea che la diffusione delle varianti più contagiose non è maggiore in Slovacchia o in Repubblica Ceca rispetto ad altri paese dell’Ue.
  • La Repubblica Dominicana il 23 febbraio ha ricevuto 768mila dosi del vaccino cinese Coronovac, prodotto dalla Sinovac. La campagna di vaccinazione è cominciata il 15 febbraio dopo l’arrivo di ventimila dosi del vaccino Covishield dell’AstraZeneca prodotto dal Serum institute in India. Il paese, che condivide l’isola di Hispaniola con lo stato di Haiti, ha 10,6 milioni di abitanti e ha registrato finora 236.210 infezioni e 3.057 morti. A gennaio, il presidente dominicano, Luis Abinader, ha dichiarato che i migranti irregolari presenti nel territorio non riceveranno vaccinazioni con le dosi pagate dal governo ma riceveranno la somministrazione attraverso l’Organizzazione mondiale della sanità.
  • Nella confinante Haiti, che ha 11,12 milioni di abitanti, ci sono stati 12.309 contagi e 247 morti. Una corrispondenza di La Prensa Latina del 21 febbraio osserva che “gli abitanti in questi mesi hanno vissuto quasi come se il covid-19 non esistesse. L’infettivologo Jean William Pape, responsabile della commissione di controllo sanitario, spiega che la maggior parte dei casi registrati sull’isola è d’importazione. Ma il motivo principale che tiene la pandemia in secondo piano è la grave situazione politica del paese: il 7 febbraio il governo ha accusato l’opposizione di aver tentato un colpo di stato, scatenando proteste e manifestazioni, anche violente, nelle strade della capitale Port-au-Prince. Ad Haiti, inoltre, riporta la Rete nazionale per i diritti umani, avvengono in media cinque rapimenti al giorno, una situazione sufficiente a far mettere il covid-19 in secondo piano, dice la direttrice dell’ong, Mary Auguste Ducena”.
  • In Guatemala il ministero della sanità ha acquistato per un milione di dollari 30mila tamponi che si sono rivelati inefficaci a testare la presenza del covid-19. La vicenda è stata portata davanti al tribunale anticorruzione dalla ministra della sanità Amelia Flores. L’azienda produttrice Atila Biosystems, con sede negli Stati Uniti, ha rilasciato un comunicato in cui afferma che “il numero di spedizione e i colori dei tubi di reagente non corrispondevano alla produzione destinata al Guatemala”. L’acquisto era stato concordato dall’ex direttore generale finanziario del ministero della sanità, Ronaldo Estrada (oggi ministro della cultura), attraverso una ditta di intermediazione locale, la Kron Científica e Industrial. Il Guatemala (17,5 milioni di abitanti) ha registrato 172.072 casi e 6.315 decessi dall’inizio della pandemia. Il paese dovrebbe ricevere il 25 febbraio cinquemila dosi del vaccino Moderna donate da Israele che saranno somministrate subito al personale sanitario.
  • L’Irlanda prolungherà fino al 5 aprile il suo lockdown, ma riaprirà gradualmente le scuole per 320mila alunni e studenti dal 1 marzo, ha annunciato il primo ministro Micheál Martin. Nel paese, che ha cinque milioni di abitanti, è molto diffusa la variante “inglese” che rappresenta ormai il 90 per cento dei nuovi contagi registrati. Dopo aver affrontato le prime due ondate con casi limitati, l’Irlanda ha registrato un’impennata dei contagi da dicembre, attribuiti da diverse parti all’allentamento delle misure restrittive nel periodo di Natale. Quasi il 45 per cento dei 4.181 morti registrati finora è avvenuto in questi primi mesi del 2021. Finora sono state somministrate 350mila dosi di vaccino. I casi totali, su 4,904 milioni di abitanti, sono finora 216mila.
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  • Nei Paesi Bassi il coprifuoco notturno è stato prorogato fino al 15 marzo, e una settimana prima il premier Mark Rutte comunicherà eventuali nuove proroghe. Il 14 marzo sarà il primo di tre giorni previsti per le elezioni politiche, indette dopo le dimissioni del governo a gennaio. Nel paese è in vigore un confinamento nazionale, bar e ristoranti sono chiusi dalla metà di ottobre, e l’adozione del coprifuoco a fine gennaio aveva provocato diverse manifestazioni di protesta, in cui erano state arrestate più di 400 persone. Dall’8 febbraio sono stati riaperti gli asili nido e le scuole elementari chiusi a dicembre. Le scuole medie riapriranno il 1 marzo, con un misto di classi a distanza e in presenza. Non c’è ancora una data per la ripresa delle classi in presenza alle superiori.
  • Israele donerà cinquemila dosi di vaccino in eccesso all’Honduras e alla Repubblica Ceca, che hanno promesso di aprire le loro ambasciate a Gerusalemme, considerata come capitale sia dai palestinesi sia dal governo israeliano, scrive Patrick Kingsley sul New York Times. “L’annuncio ha sollevato la rabbia dei palestinesi, perché suggerisce che gli alleati politici per Israele abbiano la priorità sulle popolazioni che vivono sotto controllo israeliano nei territori occupati e che nella grande maggioranza devono ancora ricevere un vaccino. Israele finora ha fornito duemila dosi di vaccino all’Autorità Palestinese, e ne ha promesse altre tremila”.
  • In Nuova Zelanda sono stati confermati tre nuovi contagi di covid-19 riconducibili alla scuola superiore di Papatoetoe, e con legame diretto ai primi casi che hanno portato al lockdown di Auckland per tre giorni dal 14 al 17 febbraio. Sono in totale sette finora i nuovi casi di infezione locale. Le autorità hanno chiuso la scuola, hanno ordinato l’isolamento a casa a chiunque abbia contatti, diretti o indiretti con l’istituto e hanno deciso di sottoporre di nuovo a test i 1.500 studenti e il personale scolastico. Il programma di vaccinazione è cominciato il 21 febbraio partendo dal personale sanitario, le persone anziane e gli addetti alle frontiere e agli hotel per la quarantena. Il governo vuole terminare con queste categorie di lavoratori, 12mila persone, prima di passare alle loro famiglie.