16 aprile 2021 15:53
  • Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha chiesto in un tweet uno sforzo di due miliardi di dollari per la campagna Un mondo protetto, con l’obiettivo di fornire i vaccini ai paesi meno ricchi. Un articolo a più mani, pubblicato da The New England Journal of Medicine, ricorda che le disuguaglianze tra paesi ricchi e poveri nella distribuzione e nella fornitura dei vaccini “rivelano una visione fondamentalmente imperfetta della salute globale e dell’economia globale più in generale, in cui i vaccini e i farmaci essenziali sono trattati come un bene di mercato piuttosto che come un bene pubblico. Abbiamo assistito a politiche simili messe in atto durante le passate pandemie”, in particolare per l’hiv. E a sostegno della richiesta di rendere i vaccini un bene comune sospendendo temporaneamente le proprietà dei brevetti, arrivano anche la lettera indirizzata al presidente degli Stati Uniti Joe Biden e firmata da 170 personalità (riunite nel club di Madrid), oltre alla ricerca (ancora in attesa di revisione paritaria) segnalata dal Guardian e condotta dal gruppo britannico Universities allied for essential medicines UK, secondo cui il 97 per cento dei finanziamenti per lo sviluppo del vaccino dell’AstraZeneca proviene da istituzioni pubbliche – 45 milioni dal governo britannico, 30 milioni dalla Commissione europea e il resto da altre istituzioni pubbliche – mentre meno del 3 per cento sarebbe stato a carico dei privati. El País ricorda che per lo sviluppo del vaccino della Moderna, il governo degli Stati Uniti ha speso 3,8 miliardi di dollari
  • Nel mondo il numero di decessi per il covid-19 ha superato i 2,9 milioni e i casi confermati sono più di 137,5 milioni, secondo i conteggi della Johns Hopkins University, anche se i numeri potrebbero essere sottostimati. In base ai dati di Our world in data globalmente più di 459,7 milioni di persone hanno ricevuto almeno una dose di vaccino.
  • Uno studio preliminare in Israele ha suggerito che la variante di coronavirus B.1.351 identificata per la prima volta in Sudafrica potrebbe essere in grado di eludere in una certa misura la protezione fornita dal vaccino anticovid della Pfizer-Biontech. I ricercatori hanno trovato un tasso sproporzionatamente più alto della variante tra un piccolo numero di persone che sono risultate positive 14 giorni dopo dopo essere state completamente vaccinate rispetto a un gruppo di persone non vaccinate che hanno sviluppato la malattia. Tuttavia, lo studio ha incluso solo un piccolo numero di persone infettate dalla variante, vista la sua bassa prevalenza in Israele. Lo studio, pubblicato online ancora senza revisione paritaria, non ha misurato l’efficacia complessiva del vaccino poiché sono state incluse solo le persone che erano già risultate positive al covid-19.
  • Le varianti sono al centro delle preoccupazioni del mondo scientifico e medico che ne indaga le complessità, dato che ognuna è frutto di una somma di mutazioni, che potrebbero far cambiare in modi inaspettati il virus sars-cov-2. Nature, in un video, ha chiesto a esperte ed esperti cosa intendono quando parlano di varianti e che peso avranno nel futuro della pandemia.
  • Gli Stati Uniti e il Sudafrica hanno sospeso la somministrazione del vaccino Johnson & Johnson in seguito a un piccolo numero di segnalazioni di rare forme di trombosi in persone che lo avevano ricevuto. Negli Stati Uniti, sono stati segnalati sei casi tra i 6,8 milioni di persone che hanno ricevuto il vaccino. L’Agenzia europea per i medicinali (Ema), che non ha ancora autorizzato il farmaco, ha spiegato che sta lavorando a stretto contatto con la Food and drug administration statunitense e altri regolatori internazionali per indagare su tutti i casi segnalati. “L’Ema rimane del parere che i benefici del vaccino nella prevenzione del covid-19 superino i rischi degli effetti collaterali”, ha dichiarato l’agenzia il 14 aprile.
  • Una precedente infezione da covid-19 non proteggerebbe completamente le persone più giovani da un rischio di reinfezione, secondo uno studio osservazionale condotto su tremila marines tra i 18 e i 20 anni, guariti o mai ammalati, e pubblicato da The Lancet Respiratory Medicine. Tra il maggio e il novembre del 2020, nel gruppo ci sono state 189 persone guarite dal covid-19 e il 10 per cento di loro si è contagiato di nuovo durante lo studio, mentre tra chi era negativo dall’inizio i nuovi contagi sono stati 1.079, il 48 per cento.
  • Per contrastare la disinformazione sui vaccini è nato negli Stati Uniti il Virality Project, un consorzio di ricerca universitaria che in collaborazione con Twitter e Facebook sta applicando le stesse strategie usate per contrastare le fake news durante la campagna presidenziale del 2020.
  • Contro i futuri coronavirus “servirebbe un arsenale di farmaci antivirali”, dichiara a Nature Kara Carter, che guida il dipartimento di innovazione nell’azienda biotecnologica Dewpoint therapeutics di Boston, Massachusetts, ed è presidente della Società internazionale per la ricerca antivirale. Quell’arsenale non c’è. A parte il remdesivir, una terapia originariamente sviluppata per trattare l’epatite C e l’ebola, non c’erano praticamente farmaci antivirali forti candidati a essere testati e distribuiti rapidamente contro il sars-cov-2. Eppure l’allarme sulla mancanza di terapie medicinali contro i coronavirus suona almeno dal 2002, quando ci fu la prima epidemia di sars, e poi ha risuonato nel 2012 con la mers, anch’essa causata da un parente del sars-cov-2. Negli Stati Uniti, i centri di ricerca medica Nhi stanno cercando di correre ai ripari.
  • Una variante del coronavirus con mutazioni potenzialmente preoccupanti e rilevata per la prima volta in India è stata trovata nel Regno Unito, dove fino al 14 aprile ne sono stati registrati 77 casi, secondo l’ultimo aggiornamento di Public health England (Phe).
  • Nel complesso i casi di covid-19 sono diminuiti in tutte le regioni del Regno Unito. Ma il professor Anthony Harnden, vicepresidente del comitato congiunto per la vaccinazione e l’immunizzazione (Jcvi), ha esortato le persone a “non abbassare la guardia” dopo l’allentamento delle restrizioni, perché questo potrebbe causare un aumento della circolazione della variante identificata la prima volta in Sudafrica, che pone problemi di efficacia dei vaccini.
  • In Francia sono stati superati i centomila decessi causati dal covid-19. Il paese, 67 milioni di abitanti, è l’ottavo al mondo a raggiungere questa cifra e il terzo in Europa dopo il Regno Unito e l’Italia.
  • La maggior parte delle regioni del Portogallo entrerà nella terza fase di allentamento del lockdown dal 19 aprile, ma le regole più severe rimarranno in vigore nei comuni dove la trasmissione dei contagi è ancora alta, ha affermato il primo ministro Antonio Costa.
  • Gli Stati Uniti si stanno preparando alla possibilità che si renda necessario un terzo richiamo del vaccino della Pfizer dopo nove mesi o un anno dal completamento della prima vaccinazione, ha detto David Kessler, che guida la task force di risposta al covid-19 del presidente Joe Biden.
  • In India i contagi sono raddoppiati in dieci giorni, raggiungendo i 200mila nuovi casi giornalieri il 15 aprile, mentre le autorità sono alle prese con la carenza di vaccini, medicinali e letti d’ospedale. Il 15 aprile nel centro finanziario di Mumbai è entrato in vigore un lockdown. L’aumento è stato il settimo nella settimana, e ha portato il totale a più di 14 milioni di contagi dall’inizio della pandemia. L’impennata di casi è dovuta in parte anche al festival induista del Khumb Mela, che ha richiamato più di 600mila pellegrini a praticare la rituale immersione nelle acque del fiume Gange, spesso senza adottare le necessarie misure di distanziamento. I laboratori indiani sono quelli dove si produce la maggior parte di vaccini destinati al programma Covax dell’Organizzazione mondiale della sanità: i paesi destinatari, scrive Nature, sono ora preoccupati che la maggiore domanda interna indiana, dovuta all’aumento dei casi, ostacoli drasticamente il programma di fornitura dell’Oms.
  • Il 15 aprile la Thailandia ha segnalato 1.543 nuovi casi di coronavirus, l’aumento più netto dall’inizio della pandemia, in concomitanza con la festa nazionale del capodanno, tra il 13 e il 15 aprile, durante la quale si sono spostate migliaia di persone, spingendo gli osservatori a chiedersi perché il governo non abbia imposto misure di restrizione come quelle dell’anno scorso, quando i casi giornalieri erano decisamente di meno. Attualmente negli ospedali del paese sono ricoverate 8.973 persone per il covid-19. Il direttore generale della sanità tailandese, Opas Karnkavinpong, ha affermato che la politica tailandese di ricovero in ospedale di tutti i pazienti infetti, indipendentemente dal fatto che abbiano sintomi o meno, deve continuare come “strategia principale” per controllare l’attuale ondata. “Non possiamo rischiare più infezioni causate da coloro che interrompono la quarantena domestica e si spostano in altri luoghi”, ha detto in una conferenza stampa. Dal 17 aprile entrerà in vigore un lockdown di due settimane, con la chiusura delle scuole, di bar, ristoranti e locali di karaoke.
  • Nella vicina Cambogia è stato imposto un lockdown nella capitale Phnom Penh, dopo che è stato registrato un aumento di dieci volte dei nuovi casi: 4.874 in due mesi.
  • Il Bangladesh il 13 aprile ha imposto un rigido lockdown della durata di una settimana perché i casi sono saliti a quasi settemila al giorno nelle ultime due settimane, mentre in febbraio erano meno di 300 al giorno.
  • Il governo giapponese si prepara ad aumentare il livello di allerta per il coronavirus nelle tre prefetture confinanti di Tokyo e in una quarta area nel Giappone centrale per consentire di applicare misure più severe dal 19 aprile e fino al 1 maggio, vista la maggiore circolazione della variante individuata la prima volta nel Regno Unito e una quota di popolazione vaccinata inferiore all’1 per cento.
  • Aumentano i dubbi sull’opportunità di aprire al pubblico le Olimpiadi previste dal 23 luglio all’8 agosto. Molti dei casi sono stati collegati ai locali notturni e ai ristoranti, ma recentemente si sono diffusi negli uffici, nelle strutture di assistenza per anziani e nelle scuole. Il 14 aprile il Giappone ha registrato circa 4.300 casi che hanno portato il totale a circa mezzo milione con 9.500 morti.
  • Il primo studio per confrontare direttamente la capacità immunitaria indotta dai vaccini anticovid della Pfizer e dell’AstraZeneca ha rilevato risposte anticorpali forti e molto simili negli ultraottantenni dopo una prima dose di uno dei due vaccini. Paul Moss, professore di ematologia presso l’università britannica di Birmingham, ha spiegato che lo studio (non ancora sottoposto a revisione paritaria) nel Regno Unito ha analizzato campioni di sangue di 165 persone tra 80 e 90 anni a cui era stata somministrata una prima dose di vaccino anticovid: gli anticorpi erano presenti e a livelli simili nel 93 per cento dei 76 partecipanti allo studio che hanno ricevuto una singola dose di vaccino della Pfizer e nell’87 per cento degli 89 partecipanti che hanno ricevuto un’iniezione dell’AstraZeneca.
  • La Finlandia continuerà a non usare il vaccino AstraZeneca per le persone sotto i 65 anni, [hanno dichiarato le autorità sanitarie](http://Timo Luukkarinen). Il dirigente sanitario di Helsinki Timo Luukkarinen ha dichiarato che nella capitale sta per concludersi la vaccinazione di quasi tutte le 26mila persone sopra i 65 anni. Finora la Finlandia ha ricevuto 16mila dosi dell’AstraZeneca, e altre 16mila dovrebbero arrivare entro la fine di aprile. “Potremmo rimanere senza persone a cui iniettarle”, ha affermato Luukkarinen.
  • In Ucraina il lockdown imposto a marzo nella capitale, Kiev, sarà esteso fino al 30 aprile, ha dichiarato il sindaco Vitalij Klyčko, dato che i nuovi casi giornalieri sono in media 1.500 e i morti circa 40. Nella capitale sono limitati i servizi di trasporto pubblico, sono chiuse scuole e asili, teatri e centri commerciali ed è vietato l’ingresso del pubblico agli eventi sportivi. Caffè e ristoranti possono solo effettuare servizio di asporto mentre è stato raccomandato ai dipendenti pubblici di lavorare da casa. L’Ucraina ha registrato quasi 1,9 milioni di casi e 38.225 morti dall’inizio della pandemia.
  • La decisione della Danimarca di interrompere definitivamente le somministrazioni del vaccino AstraZeneca ha spinto alcuni stati europei a prendere contatti per comprare le dosi già acquistate dal governo di Copenaghen attraverso il contratto dell’Unione europea. Finora i paesi interessati all’acquisto sono la Lettonia, la Repubblica Ceca e la Lituania.
  • Riguardo al vaccino anglosvedese la ministra francese per l’industria Agnès Pannier-Runacher ha dichiarato in un’intervista che potrebbe esserci una forte possibilità che l’Ue non rinnovi i suoi contratti di fornitura con l’AstraZeneca e la Johnson & Johnson per il 2022.
  • La Francia ha sospeso tutti i voli da e per il Brasile per contenere la diffusione della nuova variante, P.1, individuata la prima volta nel paese sudamericano e indicata dal ministro della salute Olivier Véran come una delle responsabili della terza ondata che sta mettendo in difficoltà gli ospedali francesi da marzo.
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  • Le superfici non sono la via di trasmissione privilegiata del virus sars-cov-2, che si diffonde soprattutto per via aerea, attraverso le goccioline più spesse o quelle sottili (droplet e aerosol) emesse anche parlando, starnutendo e tossendo. I Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) statunitensi hanno quantificato nelle loro linee guida aggiornate che c’è una probabilità su diecimila di contrarre il virus attraverso le mani sporche portate al naso, agli occhi e alla bocca, confermando, come scrive anche il British Medical Journal, che la frequente aerazione dei locali, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico sono le misure più efficaci per contenere la diffusione del virus, da rispettare anche dopo essere stati vaccinati.
  • Gli ambasciatori dei 27 stati dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo consensuale sul certificato digitale che dovrebbe facilitare la libera circolazione delle persone grazie ai dati su vaccinazione, test negativi o guarigione dal covid-19. Il compromesso presentato dalla presidenza di turno portoghese, per evitare discriminazioni per i non vaccinati, precisa che il certificato non è una precondizione per esercitare i diritti alla libera circolazione e non è un documento di viaggio (cioè un passaporto). Tra le altre modifiche alla proposta originaria c’è la possibilità per gli stati membri di usare il certificato digitale anche per altri scopi al livello nazionale, come l’accesso a eventi culturali. Il Portogallo, come altri paesi del Mediterraneo, vuole salvare la stagione turistica. Il testo ora dovrà essere negoziato con il parlamento europeo, in vista di una possibile approvazione del certificato, salvo problemi tecnici di armonizzazione dei sistemi digitali tra i diversi paesi, entro l’estate.
  • A febbraio nel Regno Unito circa 4,7 milioni di persone erano in lista d’attesa per operazioni e procedure mediche di routine, il numero più alto dal 2007, secondo i dati del sanitario nazionale (Nhs). Quasi 388mila persone attendevano da più di un anno un intervento chirurgico non urgente rispetto alle 1.600 persone in attesa prima della pandemia. L’Nhs ha recentemente annunciato un fondo di un miliardo di sterline (1,1 miliardi di euro) per aiutare le strutture sanitarie a ripristinare le operazioni e altri servizi.