Barbara Bonansea ed Elena Linari durante la partita con l’Australia a Valenciennes, il 9 giugno 2019. (Phil Noble, Reuters/Contrasto)

Una nuova era per la nazionale italiana di calcio femminile

Barbara Bonansea ed Elena Linari durante la partita con l’Australia a Valenciennes, il 9 giugno 2019. (Phil Noble, Reuters/Contrasto)
11 giugno 2019 15:43

Questo articolo fa parte di una serie del Guardian dedicata ai Mondiali di calcio femminile in corso in Francia. La serie presenta le 24 squadre qualificate con i contributi di giornalisti ed esperti del rispettivo paese.

Panoramica

Le azzurre si sono qualificate ai Mondiali per la prima volta dopo vent’anni, riuscendoci appena sette mesi dopo che i loro omologhi maschili avevano fallito la qualificazione a quelli di Russia 2018. Questo traguardo potrebbe essere l’inizio di una nuova era per il calcio femminile in Italia.

Lo scorso marzo la squadra femminile della Juventus ha giocato per la prima volta nello stadio del club, l’Allianz Stadium, contro la seconda in classifica – la Fiorentina – di fronte a 39.027 spettatori. Il precedente record di affluenza per una partita di club femminile in Italia era stato stabilito nel 2008, quando Bardolino e Francoforte si affrontarono davanti a 14mila spettatori. Sky sport Italia si è assicurata i diritti (non esclusivi) per i campionati del mondo e giocatrici come Sara Gama, Barbara Bonansea e Cristiana Girelli stanno diventando sempre più popolari tra gli appassionati di calcio.

L’Italia ha chiuso in testa il suo girone eliminatorio per la qualificazione, concedendo solo quattro reti in otto partite, due delle quali nella partita finale con il Belgio, a qualificazione già ottenuta. Questa solidità difensiva sarà una delle doti più importanti della squadra anche in Francia nonostante la rinuncia della difensora Cecilia Salvai a causa di un infortunio al legamento crociato anteriore. La squadra è ben organizzata e possiede giocatrici di talento, ma manca di presenza fisica in alcune zone del campo.

“Le nostri giocatrici hanno cominciato ad allenarsi sei volte a settimana solo all’età di 20-22 anni”, spiega l’allenatrice Milena Bertolini, che ha a disposizione solo poche atlete che hanno giocato all’estero. Tra loro la capitana Gama, che ha trascorso due stagioni con il Paris Saint Germain, la difensora centrale Elena Linari, che ha appena vinto la Liga (il campionato spagnolo) con l’Atlético Madrid, l’attaccante Ilaria Mauro e la portiera Laura Giuliani, che hanno passato alcuni anni in Germania. Una delle principali preoccupazioni è proprio il fatto che molte calciatrici hanno disputato poche partite di calcio internazionale.

Bertolini ritiene che le azzurre debbano rimanere “umili e spensierate” e ha cominciato molto presto, nella seconda settimana di maggio, il ritiro di preparazione al torneo affinché le giocatrici si adattassero meglio allo schema di gioco. All’allenatrice piace mescolare le carte e usare diverse formazioni, e l’Italia può giocare con il 4-3-3 o con il 4-4-2 grazie a centrocampiste versatili come Bonansea, Valentina Cernoia, Aurora Galli e Manuela Giugliano. Bonansea, probabilmente la migliore giocatrice della squadra, può agire da centrocampista oppure da ala destra o sinistra. Il dilemma di Bertolini sta nella scelta della combinazione da adottare in Francia. Cristiana Girelli, Valentina Giacinti, Mauro e Daniela Sabatino hanno tutte diverse qualità e si completano a vicenda, con un apparente paradosso: Giacinti, capocannoniera del campionato di serie A nel 2018 e 2019, comincia spesso le partite dalla panchina.

Allenatrice

Milena Bertolini è stata nominata allenatrice nell’agosto 2017, sostituendo la leggenda del calcio italiano Antonio Cabrini, rimasto in carica per cinque anni. Ex difensora centrale di 52 anni, Bertolini ha cominciato a lavorare come preparatrice tecnica e assistente prima di allenare le squadre femminili di Verona, Reggio Emilia e Brescia. “Non m’interessano le formazioni, m’interessano i concetti”, dice. In alcune interviste recenti ha citato come suoi modelli Zdenek Zeman e Pep Guardiola per il loro stile calcistico in attacco e Carlo Ancelotti come esempio per la capacità di comunicare con i suoi giocatori.

La stella della squadra

Barbara Bonansea, che compirà 28 anni il giorno prima della partita con la Giamaica (che si disputa il 14 giugno), gioca come ala o come centrocampista per la Juventus. Ha messo a segno una “doppietta” nel 2019, vincendo la serie A e la Coppa Italia mentre studiava economia all’università di Torino. Ha un profilo Instagram con ottantamila follower, ama suonare la chitarra e le piacciono i libri di Dan Brown. In passato Fifa.com ha detto di lei che è “in grado di dribblare gli avversari sul campo come faceva Alberto Tomba sulla neve con i paletti”.

Lo sapevate?

Nel marzo del 2018 Sara Gama, capitana della Juventus e dell’Italia, è stata scelta – insieme, tra le altre, a Naomi Osaka, Amelia Earhart e Frida Kahlo – come modella nella campagna della Barbie #MoreRoleModels.

Breve storia del calcio femminile in Italia

La prima squadra italiana di calcio femminile è stata creata a Milano negli anni trenta del novecento. Le donne hanno visto un’ulteriore crescita del movimento alla fine della seconda guerra mondiale, ma è solo nel 1968 che è stata fondata una federazione femminile (Federazione italiana calcio femminile). Lo stesso anno il Genoa ha vinto il primo campionato nazionale, superando altre nove squadre. Un’associazione di calciatrici è stata fondata nel 1980, ma il calcio femminile è diventato davvero popolare solo negli anni ottanta. L’Italia ha ottenuto la medaglia di bronzo ai campionati europei del 1984 e del 1987, piazzandosi seconda nelle edizioni del 1993 e del 1997.

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Il miglior risultato in una Coppa del mondo è arrivato nel 1991, quando le azzurre hanno raggiunto i quarti di finale in Cina, perdendo con la Norvegia. Erano gli anni d’oro di Carolina Morace, la più famosa calciatrice italiana della storia. Morace ha segnato più di cento reti per la nazionale ed è stata la prima donna di sempre ad allenarsi con una squadra maschile, la Viterbese, in serie C1. Da allora sono successe molte cose. Ai principali club maschili viene richiesto oggi di avere anche una squadra femminile e l’edizione 2018-2019 della serie A femminile è stata la prima organizzata dalla Federazione italiana giuoco calcio (Figc).

Quale giocatrice sorprenderà tutti alla Coppa del mondo?

Cristiana Girelli, il numero 10 della Juventus, sembra pronta per impressionare ai più alti livelli. Durante le qualificazioni ai Mondiali ha segnato in entrambe le partite contro il Belgio e nella vittoria casalinga con il Portogallo, confermando la sua dimensione di giocatrice più importante nell’attacco italiano. Puma l’ha scelta come ambasciatrice per il suo nuovo modello di scarpe ed è stata il volto della campagna promozionale dell’azienda a febbraio di quest’anno. Lo scorso novembre è stata presa di mira da alcuni tifosi (uomini) della Fiorentina che le hanno gridato diversi insulti durante una partita, ma si è espressa in modo eloquente al termine dell’incontro, ricevendo elogi per aver tenuto testa agli “imbecilli”, come li ha definiti.

Qual è l’obiettivo realistico per l’Italia in Francia?

L’Italia ha un obiettivo chiaro: raggiungere la fase a eliminazione diretta per la prima volta dal 1991. Le azzurre sperano di sorprendere, dopo l’Australia, anche il Brasile, le avversarie più dure del gruppo C, e sono consapevoli di dover vincere contro la Giamaica, cinquantatreesima nella classifica mondiale della Fifa, se vogliono raggiungere questo traguardo.

Budget annuale

Circa 4,2 milioni di euro (budget della squadra maschile: 28 milioni di euro).

Numero di calciatrici tesserate

23.665 (dati del 2017).

(Traduzione di Federico Ferrone)

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