Khadija Shaw, a sinistra, durante la partita tra Giamaica e Brasile a Grenoble, il 9 giugno 2019. (Jean-Pierre Clatot, Afp)

Le giamaicane sono le prime caraibiche ad arrivare ai Mondiali

Khadija Shaw, a sinistra, durante la partita tra Giamaica e Brasile a Grenoble, il 9 giugno 2019. (Jean-Pierre Clatot, Afp)
13 giugno 2019 11:29

Questo articolo fa parte di una serie del Guardian dedicata ai Mondiali di calcio femminile in corso in Francia. La serie presenta le 24 squadre qualificate con i contributi di giornalisti ed esperti del rispettivo paese.

Panoramica

Le reggae girlz, che occupano il cinquantatreesimo posto nella classifica mondiale, stanno per compiere uno storico passo nei Mondiali femminili in corso in Francia, diventando la prima squadra caraibica nella storia a partecipare alla fase finale del torneo.

Questo traguardo è arrivato grazie all’emozionante terzo posto ottenuto al Campionato della Concacaf (la Federazione calcistica dell’America del Nord, centro e Caraibi), dopo una drammatica vittoria per 4-2 ai calci di rigore contro il Panama, in ottobre. Le reggae girlz hanno perso solo due partite (2-0 con il Canada e 6-0 con gli Stati Uniti) durante tutte le qualificazioni, segnando 53 reti e subendone 14. A guidarle è stato il loro talismano, l’attaccante Khadija “Bunny” Shaw, che ha chiuso le qualificazioni con 19 reti.

Nella squadra arrivata in Francia ci sono varie giocatrici nate negli Stati Uniti e nel Regno Unito da famiglie di origine giamaicana, ed è sostanzialmente la stessa che ha partecipato alle qualificazioni, anche se l’allenatore Hue Menzies è riuscito ad apportare alcuni cambiamenti prima del torneo di quest’estate.

Menzies e le sue giocatrici hanno una predilezione per il modulo 4-3-3, con il quale possono sfruttare la loro velocità e il loro atletismo per scardinare le difese avversarie, in particolare negli spazi aperti. Shaw, come sempre, sarà il fulcro del trio d’attacco e, se sarà in grado di ricevere il pallone abbastanza vicino alla porta, potrebbe fare la differenza contro i suoi più noti avversari del gruppo C.

Le reggae girlz risultano più efficaci quando giocano in contropiede, utilizzando la loro velocità, e il ritorno dell’attaccante Trudi Carter da un infortunio alla spalla dovrebbe aggiungere ulteriore prestanza fisica. La difesa ha mostrato la sua forza durante le qualificazioni e, anche se la squadra predilige un gioco più profondo contro avversari più duri, le difensore centrali spesso avanzano nel tentativo di portare pressione sui portatori di palla rivali e sostenere le centrocampiste nel tentativo di recuperare il possesso del pallone.

È lecito aspettarsi prestazioni di forza dalla capitana Konya Plummer e dalla sua collega del reparto difensivo, Allyson Swaby. Entrambe sono potenti nel gioco aereo e determinate in quello palla a terra.

La Giamaica è indubbiamente una delle principali outsider di questa Coppa del mondo, sicuramente non si presenterà al torneo rassegnata alla sconfitta e l’etica del lavoro che l’ha portata fin qui riemergerà sicuramente.

Allenatore

Hue Menzies è nato in Inghilterra ed è cresciuto in Giamaica prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1980. Oggi ha più di trent’anni di esperienza come allenatore, compresi 15 anni all’interno del programma di sviluppo olimpico, a livello nazionale, statale e regionale.

È entrato nel programma nazionale femminile su invito dell’ambasciatrice per il calcio femminile della Giamaica, Cedella Marley, nel 2014. Nonostante la mancanza di risorse Menzies è riuscito nello storico traguardo di fare della Giamaica la prima squadra caraibica a qualificarsi per i Mondiali femminili.

La stella della squadra

Khadija “Bunny” Shaw è una calciatrice di un metro e ottanta, dotata di prestanza fisica e velocità che le hanno permesso di ottenere vari successi fin dagli esordi. È stata in realtà così forte, da giovanissima, da giocare contemporaneamente per le nazionali giamaicane under 15, under 17 e under 20 già dall’età di 14 anni. Ha debuttato per la nazionale maggiore femminile il 23 agosto 2015, segnando una rete nella vittoria per 6-0 contro la Repubblica dominicana.

Da allora, questa ventiduenne è una giocatrice impossibile da ignorare e in testa alle classifiche di tutti i tempi delle reggae girlz per presenze e reti (rispettivamente 30 e 26 al momento in cui scriviamo). Nel 2018 Shaw è stata la prima calciatrice donna a essere nominata “calciatore dell’anno” da The Guardian, un premio assegnato a un giocatore “che ha realizzato qualcosa di veramente degno di nota, superando le avversità, aiutando gli altri, oppure creando un esempio sportivo grazie a un comportamento di eccezionale onestà”.

Shaw ha studiato all’Università statale della Florida orientale e all’Università del Tennessee e dovrebbe diventare professionista quest’estate.

Lo sapevate?

La difensora Christina Chang, 33 ani, è la giocatrice più anziana delle reggae girlz. Nonostante l’età, è nel miglior stato di forma della sua carriera e per mostrare le sue doti calcistiche ha dovuto sottrarre tempo alla sua intensa attività di controllore del traffico aereo presso l’aeroporto internazionale di Miami.

Chang è così entusiasta e impegnata per la causa giamaicana che ha deciso di rinviare il suo progetto di diventare madre per poter giocare la Coppa del mondo e ha prenotato il suo viaggio per la luna di miele nel periodo successivo alla fine del torneo in Francia.

Breve storia del calcio femminile in Giamaica

Il calcio femminile è nato in Giamaica nel 1991 quando le reggae girlz hanno giocato la loro prima partita internazionale contro Haiti, perdendo 1-0. Da allora sono diventate una delle migliori nazionali femminili della regione, insieme a Trinidad e Tobago e Haiti, e attualmente occupano la cinquantatreesima posizione nella classifica mondiale della Fifa, il loro miglior piazzamento di sempre.

Hanno collezionato sei presenze alla Gold Cup femminile della Concacaf dal 2002, e hanno ottenuto la loro migliore prestazione nel 2018, finendo terze, risultato valido per qualificarsi alla Coppa del mondo in Francia.

La loro strada non è stata sempre in discesa, però, e otto anni fa il programma femminile, come il programma olimpico, è stato smantellato dalla Federazione calcio giamaicana (Jff) a causa della mancanza di fondi, il che ha spinto la Fifa a escludere il paese dalla sua classifica mondiale dopo tre anni di attività.

Il programma è stato riavviato nel 2014 col sostegno di Cedella Marley, figlia di Bob Marley. I notevoli sforzi di raccolta fonda di Marley hanno poi aiutato le reggae girlz a ottenere la loro storica qualificazione ai Mondiali.

Quale giocatrice sorprenderà tutti alla Coppa del mondo?

Alcuni hanno già sentito parlare della sorprendente diciassettenne Jody Brown. Questa calciatrice dal fisico minuto forse è timida,ma quando ha il pallone tra i piedi emerge il suo vero carattere. Brown è una delle poche calciatrici ad aver finora rappresentato il paese a tutti i livelli: under 15, under 17, under 20 e adesso la nazionale maggiore delle reggae girlz. E lo ha fatto in maniera egregia.

Ha collezionato, nel momento in cui scriviamo, dieci presenze per la nazionale maggiore, realizzando sette reti. Le sue impressionanti prestazioni durante il campionato femminile della Concacaf le sono valse il premio come migliore giovane del torneo.

Qual è l’obiettivo realistico per la Giamaica in Francia e perché?

Anche se non è impossibile che la Giamaica superi il gruppo C ed entri tra le prime 16 squadre del girone, l’aspetta un compito difficilissimo. Per questo motivo l’obiettivo realistico, per una squadra nota per la sua determinazione e il suo spirito, è ottenere almeno una vittoria nel corso della sua prima partecipazione a una Coppa del mondo. Una qualificazione delle reggae girlz agli ottavi di finale rappresenterebbe sicuramente una sorpresa.

Budget annuale della nazionale femminile (rispetto a quella maschile)

Dati non disponibili.

Numero di calciatrici tesserate

Dati non disponibili.

(Traduzione di Federico Ferrone)

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