07 agosto 2014 16:47

Ho un’urgente richiesta per la delegazione palestinese ai negoziati del Cairo: non lasciate che gli israeliani gettino fumo nei vostri occhi e in quelli di tutto il mondo con i particolari del funzionamento del varco di Rafah, il colore delle uniformi indossate dai soldati di Abu Mazen, il numero delle unità e la loro forma di saluto.

A questo punto non insistete sulla costruzione di un aeroporto e di un porto a Gaza. Concentratevi sul ristabilimento dell’essenziale, logica e naturale connessione tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania. Richiedete a gran voce che la libertà di movimento dei palestinesi (non solo di qualche alto funzionario e uomo d’affari) sia immediatamente ripristinata. Questo dovrebbe essere il vostro principale obiettivo.

La classe dirigente, i commentatori e gran parte dell’opinione pubblica israeliana considerano “ridicola” la richiesta di collegare la Striscia e la Cisgiordania. Questa parola incarna l’arroganza di Israele. L’Egitto è giustamente preoccupato dall’intenzione israeliana di scaricare la Striscia, i suoi abitanti e i suoi problemi sulle spalle del Cairo. Cercate di trarre vantaggio da questa preoccupazione. Questo è l’obiettivo di Israele fin dal 1990: creare delle enclavi palestinesi, isolarle e trasformare la Striscia in un’entità politica separata.

Israele si è molto avvicinato al suo scopo, grazie anche all’egoismo settario delle organizzazioni palestinesi. I leader palestinesi hanno trascurato l’essenziale rivendicazione del diritto di circolare liberamente. Gli alti funzionari dell’Autorità palestinese si sono accontentati dei loro privilegi, che gli consentono di passare per il checkpoint di Erez. I leader del movimento politico e religioso hanno lasciato perdere il checkpoint di Erez e la Cisgiordania perché sapevano che non avrebbero ottenuto i permessi e che sarebbero stati arrestati.

Il governo di unità nazionale creato a immagine di Abu Mazen – privo di ispirazione e volontariamente paralizzato – ha dimostrato quantomeno che il successo di Israele nel portare a termine la separazione non è scontato. La rottura tra la Striscia e la Cisgiordania è reversibile.

È questa l’idea che deve guidarvi al Cairo e indicare la strada a tutti i palestinesi e a tutti coloro che si oppongono all’occupazione. Qualcuno avrebbe mai creduto che un’organizzazione palestinese fosse in grado pianificare una campagna militare capace di mettere in scacco il primo esportatore mondiale di droni? Chi avrebbe mai immaginato che un’organizzazione palestinese potesse imparare dai propri errori nel 2008-2009 e resistere alla potenza militare israeliana?

Tutte le tue sorprese militari, Hamas, sono inutili se non si tradurranno in un cambiamento nel tuo pensiero civile. Hai riscoperto la Cisgiordania solo dopo che i tuoi canali con l’Egitto sorano stati bloccati. Per questo ti sei rifugiata nel governo di riconciliazione. Solo l’uccisione in massa degli abitanti di Gaza ha ricordato loro l’esistenza dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina e dei palestinesi della Cisgiordania. È arrivato il momento di chiedere l’apertura del valico di Erez. Come al solito, Israele lancerà l‘“allarme sicurezza”. Lasciatelo gridare. Non ci può essere nessuna sicurezza per gli israeliani finché non riconosceranno ai palestinesi il diritto di vivere, e di vivere degnamente.

Delegati dell’Olp, rappresentanti di Hamas e della Jihad islamica: mettete fine alla criminale negligenza con cui avete trattato gli abitanti di Gaza. Chiedete che il mondo paghi il conto delle sue dichiarazioni. Tirate fuori tutti i rapporti della Banca mondiale, del Fondo monetario internazionale e dell’Unione europea. Non c’è alcuna ricostruzione dell’economia palestinese, nessuna ricostruzione di Gaza, non c’è vita finché le persone e le merci non potranno muoversi liberamente. Questo significa le esportazioni da Gaza, la possibilità di studiare nelle università, pregare nella moschea di Al Aqsa o mangiare hummus nella città vecchia. Significa una gita da Nablus alla spiaggia di Beit Lahia.

La Striscia di Gaza cesserà di essere un grande campo di concentramento solo quando tra essa e la Cisgiordania ci sarà solo un’ora di macchina, 32 shekel andata e ritorno, con sconti per bambini e famiglie numerose.

(Traduzione di Nicola Vincenzoni)