10 dicembre 2014 08:18

Ci sono due modi di leggere questo rapporto sconcertante. Il primo, che rende onore agli Stati Uniti e alla loro democrazia, è quello di sottolineare che nessun altro paese al mondo aveva mai reso pubblico un simile atto d’accusa contro se stesso. Non stiamo parlando di una critica contro un regime rovesciato da una rivoluzione, ma di un colpo durissimo contro le proprie istituzioni (in questo caso la Cia) contro un presidente in carica fino a pochi anni fa (George W. Bush) e contro il funzionamento del paese.

Anche se la versione pubblicata ha solo 525 pagine (ne mancano 4.475) il rapporto della commissione d’inchiesta del senato è un atto di grande coraggio e lucidità a cui bisogna rendere omaggio, diversamente da quanto hanno fatto alcuni senatori repubblicani che hanno parlato di atto “imprudente, irresponsabile e fonte di difficoltà per i nostri alleati”.

La verità è che non è irresponsabile e vergognoso aver ufficialmente riconosciuto l’applicazione generalizzata della tortura dopo gli attentati dll’11 settembre, ma averla autorizzata nel più totale sprezzo del diritto americano e dei trattati internazionali firmati da Washington. Con questa confessione completa e documentata, l’America è diventata più grande mostrandosi all’altezza dei valori che rivendica. Detto questo, il rapporto è sconvolgente. È incredibile con quanta facilità una democrazia fondata sullo stato di diritto e la libertà di espressione sia potuta sprofondare da un giorno all’altro nella barbarie tipica delle dittature e dei nemici della libertà.

Spaventata e improvvisamente fragile davanti a un nemico che non aveva previsto, spiazzata dal fatto di essere stata colpita sul suo suolo per la prima volta nella storia, la più potente democrazia del mondo ha non soltanto autorizzato la tortura sotto George W. Bush, ma ha aperto prigioni segrete in tutto il mondo e persino in due ex paesi del blocco sovietico entrati a far parte dell’Unione europea. Nel giro di poche settimane tutto ciò che definiva il diritto, la libertà e la democrazia è stato dimenticato, tradito, cancellato senza rimorsi. È stato un doppio crimine, perché c’è stato il crimine in sé e ci sono state le conseguenze nefaste per l’immagine internazionale delle democrazia.

La cosa peggiore è che all’interno della Cia, del congresso e del partito di Bush ci sono ancora persone che difendono l’inaccettabile in nome dell’“efficacia”. Sono le stesse persone che difendono le dittature invece delle rivolte (comuniste ieri, jihadiste oggi) senza capire che è solo con il rispetto dei propri princìpi e l’esemplarità opposta ai gesti criminali dei nemici che le democrazie possono prevalere. La libertà è il valore più bello e universale del mondo, ma è anche una lotta costante e una virtù estremamente fragile.

(Traduzione di Andrea Sparacino)