Il pianoforte di Richard

07 febbraio 2015 11:54

Costantino Catena, Richard Strauss and the piano (Camerata Records)
Il nome di Richard Strauss è inestricabilmente legato a quello dell’orchestra sinfonica. Difficilmente viene fuori il suo nome quando si parla del grande repertorio pianistico, eppure è autore anche di pagine assai notevoli. Purtroppo non sono mai realmente entrate nel grande repertorio, quindi si hanno poche occasioni per ascoltarle. Questo bellissimo disco ce ne offre la possibilità grazie alla grande bravura e sensibilità interpretativa di Costantino Catena, che ci regala splendide interpretazioni di gioielli nascosti come i Klavierstücke op. 3 e il Concertante per piano, due violini e violoncello, in cui viene ottimamente affiancato dai musicisti del Quartetto Savinio. Un ascolto da non lasciarsi sfuggire.


Luca Piovesan, Sul tasto (Col Legno)
Sul tasto è il titolo di un brano del compositore Filippo Perocco che il fisarmonicista Luca Piovesan, trentenne in possesso di un dominio formidabile dello strumento, esegue da par suo come del resto tutte le virtuosistiche pagine contemporanee di questo affascinante disco, che svela ulteriori lati espressivi e timbrici di uno strumento definito da Luciano Berio “in continua crescita”. Le musiche di autori molto diversi tra loro come Yotam Haber, Lorenzo Troiani, Alberto La Rocca, Davide Ianni e altri ancora sono improntate a una ricerca sperimentale forte e sempre legata a un preciso progetto di comunicazione con chi ascolta. Sonorità inedite e bizzarre trasformano questo strumento in una vera e propria orchestra di colori diversi con un risultato che non mancherà di entusiasmare gli ascoltatori più curiosi.


Artisti vari, Uncompromising expression (Blue Note Records)
Per festeggiare i suoi 75 anni la storica etichetta di jazz pubblica un imperdibile cofanetto di quattro dischi con registrazioni originariamente pubblicate come singoli, un formato insolito per il jazz, che negli anni d’oro garantì il costante successo della Blue Note nei jukebox di tutti gli Stati Uniti. Partendo dal 1939 con Summertime eseguita da Sidney Bechet si arriva sino alle esplorazioni pop di Norah Jones, passando per capolavori e qualche rarità di artisti legati da sempre alla casa discografica di New York come Jimmy Smith, Horace Silver, Lou Donaldson, Jackie McLean, Sonny Clark e decine d’altri, senza che l’interesse e lo swing vengano mai meno. Una vera festa.


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