08 novembre 2014 20:25

“Tanta roba”. Con queste parole Matteo Renzi introduceva il 29 agosto il decreto “Sblocca Italia” (qui il pdf del testo completo) diventato legge dello stato il 5 novembre dopo il voto di fiducia al senato.

E in effetti il provvedimento intitolato “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”, contiene 44 articoli destinati ad avere un notevole impatto in molte realtà diverse: dai treni ad alta velocità alle nuove autostrade, dalle prerogative delle soprintendenze alle norme sull’edilizia.

Impatto che nei 12 minuti e 30 secondi di conferenza stampa, illustrata da 19 slide, e preceduta da un cono gelato crema e limone degustato dal premier per rispondere a una vignetta dell’Economist, forse non si era colto appieno.

La conferenza stampa di Matteo Renzi

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I cassonetti in fiamme, i petardi e gli scontri con la polizia di ieri a Napoli, per esempio, sono stati la propaggine violenta di una nutrita manifestazione di protesta contro la nomina, prevista all’articolo 33 dello “Sblocca Italia”, di un commissario che porti a compimento la bonifica dell’ex area industriale di Bagnoli cominciata quasi vent’anni fa. Al centro della protesta il timore che attraverso il commissariamento si arrivi a una cementificazione dell’area.

Ma le proteste erano cominciate già in senato con un blitz di Greenpeace che aveva esposto in aula uno striscione con la scritta “No trivelle, sì rinnovabili” per contestare gli articoli 36, 37 e 38 del decreto che danno nuovo stimolo alle ricerche di petrolio sul territorio, e nei mari, italiani e all’importazione e allo stoccaggio di gas. A queste, e ad altre critiche, cerca di rispondere punto per punto un documento elaborato dal Partito democratico e intitolato “Cinque miti da sfatare sullo Sblocca Italia”.

Insomma, quello che dal governo è considerato un provvedimento cardine per rilanciare aree e settori economici strategici, per far ripartire decine di cantieri fermi, per snellire la burocrazia, ma anche per mettere in sicurezza il territorio dal dissesto idrogeologico viene giudicato dai critici troppo poco sul versante economico e troppo per il suo impatto ambientale e paesaggistico.

E se per il Sole 24 Ore lo “Sblocca Italia” è positivo ma molto distante dalle aspettative create, e per l’economista Tito Boeri in quei provvedimenti si sente “odore stantio del déjà vu”, a bocciare senza appello il decreto, traslitterandolo in “Rottama Italia”, è il volume di Altra Economia che raccoglie i testi di urbanisti, storici, giuristi e dell’ex ministro dei beni e delle attività culturali Massimo Bray, e che lo definisce senza mezzi termini “una minaccia per la democrazia e per il nostro futuro”.

Cesare Buquicchio è un giornalista italiano. Ha diretto il sito dell’Unità dal 2009 al 2014.