17 settembre 2009 00:00

In Francia, paese dove si avverte una terribile mancanza di riviste femminili, la buona notizia è l’arrivo in edicola, al “prezzo di lancio di 1 euro” e con una grande campagna pubblicitaria, di una testata molto nota in Italia, Grazia.

Dopo anni di preparazione, dopo l’impegno di eserciti di direttori, di responsabili della fotografia, di giornalisti, di stilisti, di alcuni editorialisti (c’è chi scrive anche su Libération, per dire quanto questa rivista è moderna e spigliata), un nuovo settimanale è apparso sul mercato. Difficile non rallegrarsene: se non altro è il segno di un certo ottimismo sul futuro della stampa.

Non si può certo dire che l’editoriale – che annuncia trionfalmente: “Ecco il primo news magazine di moda e spettacolo” – sia particolarmente innovativo. Né che lo sia il resto della rivista. La solita ricetta a base di pettegolezzi, grande spazio dedicato alla moda, un’impaginazione che cerca di essere più moderna e un contenuto assolutamente privo di interesse, nel quale due articoli a carattere sociale non riescono a vivacizzare un sommario convenzionale.

E dire che i francesi erano privi di questa rivista dal lontano 1938. Un torto finalmente riparato con questa tredicesima edizione internazionale.