Domenica 1 settembre 2013, edizione di metà giornata del telegiornale spagnolo. Come altrove nel mondo l’apertura è dedicata alla possibilità di un attacco statunitense contro la Siria. Ma non c’è niente da mostrare.

La telefonata tra Barack Obama e François Hollande non è stata ripresa e allora ci vengono mostrati dei ritratti d’archivio. Gli “attacchi punitivi” per l’uso delle armi chimiche non esistono ancora e non resta che mostrare altre immagini d’archivio, un po’ sfocate, di missili lanciati dalle portaerei, senza nessun riferimento temporale. Nessuna informazione, giusto i commenti di “esperti”, ovvero generali e ammiragli ormai in pensione.

Si passa alla ricostruzione di una battaglia storica. A San Sebastián hanno messo in scena l’assalto delle truppe di Wellington e dell’armata portoghese contro Napoleone, avvenuto duecento anni fa. La città fu messa a ferro e a fuoco, depredata, le donne violentate. Siamo sicuri che non furono utilizzati gas mortali.

Da una parte un brutto videogioco senza alcun senso, decisamente superato. Dall’altra un reportage su una ricostruzione storica, in costume, con tanto di cannoni e fucili. La folla, numerosa, comincia a riprendere la scena con gli smartphone. Il reale fa irruzione e le vittime dei gas in Siria diventano improvvisamente irreali.

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