Nostalgia contagiosa

14 maggio 2018 12:43

Sono io che sono diventata vecchia o sono i cartoni animati di oggi a essere diventati più insulsi? –Cristina

“Cartoni trash e demenziali addio: ho spento la tv ai miei figli e gli ho mostrato i cartoon anni ottanta”. In un illuminante articolo pubblicato sull’Huffington post l’autore televisivo Omar Kamal mi ha fatto ragionare su qualcosa che penso da anni: oggi la stragrande maggioranza dei cartoni animati sono demenziali e il loro unico scopo sono le gag.

Kamal rimpiange le serie animate giapponesi con cui è cresciuta la generazione precedente. Certo, avevamo a che fare con guerre atomiche, incesti, sangue e malvagità, ma le passioni che ci trasmettevano cartoni come Lady Oscar, Ken il Guerriero o l’incantevole Creamy sono scomparse e ora resta solo l’ironia fine a se stessa dei nuovi eredi di Wile E. Coyote. Chi può dimenticare la sofferenza e la gioia che ci provocavano le interminabili partite di calcio di Holly e Benji?

Dopo aver letto l’articolo ho recuperato alcuni dvd di Occhi di gatto e ho cominciato a guardare un episodio a sera con i miei figli. Cercavo un modo per distoglierli dalla costante richiesta di giocare col tablet, ed è stato un trionfo: i bambini sono presissimi dalle avventure delle tre sorelle ladre che mettono a segno un ingegnoso colpo dopo l’altro per recuperare la collezione d’arte del padre. E ora si fanno trovare pronti in pigiama e coi denti lavati prima di ogni episodio. Ma il vero miracolo è che anch’io, per venti minuti a sera, mi ritrovo raggomitolato sul divano a condividere con loro un momento di dolce nostalgia.

Questa rubrica è uscita l’11 maggio 2018 nel numero 1255 di Internazionale, a pagina 12. Compra questo numero | Abbonati

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