L’intervento di Elio al teatro Franco Parenti di Milano in occasione del convegno No secondary ticketing, il 26 gennaio 2017.

Un buon punto di partenza per fermare il secondary ticketing

L’intervento di Elio al teatro Franco Parenti di Milano in occasione del convegno No secondary ticketing, il 26 gennaio 2017.
27 gennaio 2017 16:22

Una volta tanto, l’Italia è un po’ all’avanguardia rispetto al resto del mondo. Certo, la lotta contro il bagarinaggio online non è propriamente in cima alle agende di tutti i governi mondiali, ma faceva una certa sensazione stare seduti al teatro Franco Parenti di Milano durante la conferenza No secondary ticketing. Perché quella del teatro Parenti, organizzata dalla Barley arts di Claudio Trotta, il promoter italiano di Bruce Springsteen, è stata la prima conferenza al mondo dedicata al fenomeno del mercato dei biglietti di concerti ed eventi, parallelo a quello autorizzato, che si svolge soprattutto su internet. Ed è stata un interessante laboratorio di idee per chi segue il fenomeno.

Di secondary ticketing si discute da tempo tra gli addetti ai lavori e gli appassionati di musica. Il tema è diventato di pubblico dominio a novembre dopo il caso dei biglietti dei Coldplay e i servizi delle Iene, quando si è scoperto che la Live Nation Italia, costola italiana della più grande azienda mondiale di musica dal vivo, vendeva i biglietti dei suoi concerti direttamente a Viagogo, uno dei portali di bagarinaggio online. Lo scandalo ha portato all’apertura di un’indagine per truffa.

Lo stesso Trotta denunciava da tempo il fenomeno e l’anno scorso ha presentato un esposto penale alla procura di Milano contro i siti di secondary ticketing per la vendita dei concerti di Bruce Springsteen a San Siro. La stampa specializzata, soprattutto il sito Rockol.it, se ne sono occupate più volte. Ma, come spesso succede in Italia, le cose diventano importanti solo quando finiscono in tv.

Il rischio è che in futuro ai concerti possano andarci solo i fanatici e i ricchi e che vengano danneggiate le band emergenti

Dal servizio delle Iene in poi sono arrivate diverse reazioni, anche a livello istituzionale. La Siae ha presentato un esposto civile contro Live Nation e ha fatto querela al sito Viagogo, si sono mossi l’antitrust e anche il governo. Il ministro Dario Franceschini ha presentato un emendamento alla legge di bilancio. Vasco Rossi ha lasciato la Live Nation e Ticketone.

Le polemiche sul mercato secondario dei biglietti, nel frattempo, sono proseguite. Nelle scorse settimane la doppia data degli U2 allo stadio Olimpico è andata esaurita in pochissimo tempo, proprio mentre diversi biglietti finivano sui canali secondari a prezzi altissimi.

I danni del bagarinaggio online
La conferenza di Milano è partita esattamente da qui, cercando di denunciare il fenomeno e di fare qualche proposta. Al teatro Parenti c’erano i rappresentanti di tutta la filiera della musica: gli organizzatori di concerti (oltre allo stesso Trotta, c’era l’associazione di categoria Assomusica), il manager di Ligabue Claudio Maioli, le aziende che vendono biglietti sul mercato primario (Ticketone e Best Union), la Siae, i giornalisti, i rappresentanti dei consumatori (Altroconsumo, ma soprattutto la FanFair Alliance, un’associazione contro il bagarinaggio formata dai manager di importanti gruppi come Mumford&Sons, Nick Cave e Arctic Monkeys) e degli artisti (l’ufficio Note legali di Bologna, nato dieci anni fa per tutelare gli interessi dei musicisti).

C’era anche la politica. I lavori sono stati aperti dall’assessore alla cultura del comune di Milano, Filippo Del Corno, e in seguito sono intervenuti l’europarlamentare del Partito democratico Brando Benifei e il deputato del Movimento 5 stelle Sergio Battelli. Qui se interessa c’è il video completo della conferenza.

La categoria meno rappresentata, e quella che a parte qualche eccezione in Italia finora era stata la più colpevolmente silenziosa, erano gli artisti. L’unico presente era Elio, cantante degli Elio e le Storie Tese, che è salito sul palco per un breve intervento e con il suo solito spirito surreale ha paragonato i siti di secondary ticketing a dei parassiti da combattere con un “collare antizecche”. Altri musicisti hanno mandato un video messaggio: Manuel Agnelli, Levante, Federico Zampaglione dei Tiromancino, Ron e Piero Pelù. Niccolò Fabi ha inviato un messaggio scritto.

Su una cosa gli ospiti del teatro Parenti sembravano tutti d’accordo: il secondary ticketing danneggia tutta l’industria della musica dal vivo, sia dal punto di vista economico sia da quello della credibilità. Colpisce gli organizzatori di concerti (quelli onesti), i rivenditori del mercato primario (Ticketone si dice parte lesa in questa vicenda), la Siae (che prende una percentuale sugli incassi dei concerti e deve controllare sull’eventuale evasione dei diritti d’autore) e gli stessi artisti (anche in questo caso dobbiamo specificare quelli onesti, perché stando alla Bbc Robbie Williams è coinvolto nel secondary ticketing e Madonna nel 2008 ha firmato una partnership con Viagogo).

Alla conferenza c’era un elefante nella stanza chiamato Live Nation, l’azienda tirata in ballo dal servizio delle Iene. Trotta l’ha citata esplicitamente e da tempo dimostra di non essere una fan della multinazionale statunitense che, dopo essere diventata proprietaria del portale di vendita di biglietti Ticketmaster, negli scorsi anni è entrata anche nel mercato della vendita secondaria, acquistando il sito Seatwave e altre piattaforme.

I broker dei biglietti
C’è uno scenario futuro, prospettato da Trotta, che deve preoccupare: l’ascesa del dynamic pricing. I siti di bagarinaggio online funzionano al rialzo, un po’ come il mercato delle azioni. Non a caso ci sono dei “broker di biglietti”: persone che di lavoro comprano e rivendono tagliandi per partite, concerti e altri eventi. Secondo il capo della Barley Arts, l’ascesa del mercato secondario rischia di portare alla confluenza tra vendita primaria e secondaria. Tutti i biglietti avranno un prezzo “dinamico”, che tenderà a salire verso l’alto.

Il rischio, secondo Trotta, è che in futuro ai concerti possano andarci solo i fanatici e i ricchi e che vengano danneggiate le band emergenti. Per fare un esempio, se spendo 400 euro per un concerto degli U2 difficilmente avrò i soldi per andare ad altri cinque o sei concerti di band meno famose. C’è da sperare vivamente che la profezia di Trotta non si avveri.

Il biglietto nominale
Come si sconfigge il bagarinaggio online? Alla fine del convegno, Claudio Trotta ha fatto una prima proposta per limitarlo: il biglietto nominale, con la foto dell’acquirente sul tagliando. Può essere un buon punto di partenza, ma per renderlo obbligatorio e facilitare i controlli serve una legge. Oggi, per esempio, solo le forze dell’ordine possono controllare i documenti delle persone (negli stadi lo fanno gli steward, attraverso una delega che è prevista da un decreto ministeriale del 2007). In altri paesi europei che hanno leggi più rigorose sulla privacy, per esempio in Germania, questo sarebbe più difficile.

A questo, ha aggiunto il promoter, bisogna aggiungere una minore ricerca del tutto esaurito in dieci minuti, investendo su quella che lui ha chiamato la “slow music” prendendo ispirazione da slow food. Secondo Trotta andrebbero sperimentate delle forme di vendita diversa, mettendo fuori i biglietti un po’ alla volta e riscoprendo i punti vendita a discapito dell’online.

All’estero il biglietto nominale è stato già sperimentato con successo, per esempio nel Regno Unito. Alex Brufold, promoter di Atc live, ha spiegato alla platea del teatro Parenti che per i concerti dei Lumineers a Londra sono stati usati i tagliandi nominali e non c’è stato alcun problema economico o organizzativo.

La strada in salita della legge
A livello europeo, come ha spiegato il deputato Brando Benifei, la base c’è: si tratta di due direttive del 2005 e del 2006 sulle pratiche commerciali sleali, ma toccherebbe agli stati nazionali recepirle e trasformarle in leggi. La strada è lunga e tortuosa.

Per risolvere il problema alla radice però serve un intervento dei governi, anche perché l’unico modo per risolvere il problema alla radice sarebbe oscurare i siti, ammesso che sia possibile. L’emendamento alla legge di stabilità è stato annunciato dal governo italiano, ma per dare un giudizio bisogna aspettare i decreti attuativi.

Il secondary ticketing è un fenomeno internazionale e l’Italia non è il primo paese ad aver fatto leggi per combatterlo. Barack Obama ha fatto da poco una legge contro l’uso dei bot, i robot in grado di comprare grandi quantità di biglietti aggirando i sistemi di sicurezza dei siti, il governatore di New York ha dichiarato il secondary ticketing un reato penale e anche il governo britannico si è mosso in questo senso.

Claudio Trotta ha chiuso la conferenza No secondary ticketing dicendo che probabilmente non ce ne sarà un’altra, perché l’anno prossimo il bagarinaggio online sarà già stato sconfitto. Forse il suo ottimismo è un po’ contraddittorio, però quello del teatro Parenti è stato un ottimo punto di partenza.

pubblicità

Articolo successivo

Susanna Nicchiarelli racconta una scena di Nico, 1988