27 giugno 2020 15:02

Ammar 808, Marivere gati (feat. Susha)
Il producer tunisino Sofyann Ben Youssef, in arte Ammar 808, fa una musica futurista. Finora la sua utopia sonora aveva sede nel Maghreb, in Nordafrica, dov’è nato. Ma nel suo nuovo singolo il musicista (già attivo nei progetti Bargou 08 e Kel Assouf) si è spostato in Asia, collaborando con la cantante Susha, specializzata nel canto carnatico, un genere musicale nato nel sud dell’India e diffusosi anche in occidente (è considerato benefico per le donne incinte, per esempio).

Marivere gati è un inno a Meenakshi, moglie di Shiva e dea indiana della fertilità, ed è il primo brano estratto da Global control/Invisible invasion, il nuovo disco di Ammar 808, in uscita a settembre per la Glitterbeat Records. Questo pezzo non è un episodio isolato, in realtà. Tutto il disco è ispirato a un viaggio del producer a Chennai, nel sud dell’India.


Neil Young, Love is a rose
Neil Young è sempre stato molto prolifico e ha lasciato lungo la sua strada dei “dischi perduti” che ogni tanto vengono fuori dagli archivi. Homegrown doveva uscire nel 1975, un anno dopo Harvest, ma il cantautore canadese decise invece di far uscire On the beach (il mio disco preferito di Neil Young). E quindi lo ascoltiamo oggi, a più di quarant’anni di distanza.

Homegrown è un disco nostalgico, che arrivò dopo la rottura con Carrie Snodgress, fidanzata e madre del primo figlio del musicista, ma fotografa un periodo in cui Young era parecchio ispirato. Non è un capolavoro, ma contiene chicche come questo brano, con un misto di chitarre acustiche e armonica che culla dolcemente.


Anderson. Paak, Lockdown
Lockdown è una canzone di protesta. È stata pubblicata il 19 giugno per il Juneteenth, una festa che celebra la liberazione degli schiavi neri americani nel 1865. Nel brano il rapper e batterista descrive la sua esperienza durante le proteste degli ultimi giorni al fianco del movimento Black Lives Matter a Los Angeles. Il video della canzone ospita una serie di cameo di altri musicisti statunitensi come Jay Rock, Syd e SiR. Anderson. Paak non sta veramente mai fermo. Quando torneranno i concerti, nel 2021 (almeno si spera), cercherò di tornare a vederlo dal vivo, perché sul palco rende parecchio.

Paul Weller, More
Non ho ancora sentito il nuovo disco di Paul Weller, intitolato On sunset, che uscirà il 3 luglio, ma dalle prime anticipazioni sembra molto interessante. Il terzo singolo estratto, More, è un bel brano psichedelico con tanto di archi, arricchito dalla chitarra elettrica di Josh McClorey degli Strypes. Gli anni passano, ma Weller sembra ancora avere delle cartucce da sparare.


Lianne La Havas, Weird fishes (Arpeggi)
Lianne La Havas, londinese di padre greco e madre giamaicana, è riuscita in un compito non facile: ha fatto una bella cover dei Radiohead. Da fan della band di Oxford, in questi anni mi è capitato di sentire delle versioni raccapriccianti dei loro brani (Creep in versione swing di Robbie Williams le batte tutte).

La Havas invece non ha sbagliato un colpo: ha scelto il pezzo giusto (uno dei miei cinque preferiti in assoluto della band) e l’ha rallentata, dandole un tocco quasi funky. Come dare nuova vita a un capolavoro.


P.S. Playlist aggiornata, buon ascolto!