Ferrara

15 giugno 2012 11:41

“Iniziamo a fare gli scatoloni. In silenzio. Libri, dischi, cd, dvd. I ricordi stratificati tra polvere e vecchie cartoline, pagine di giornali, messaggi a matita, numeri di telefono”. Paolo deve lasciare la casa in cui vive. C’è bisogno di una manutenzione straordinaria dopo il terremoto di questi giorni. Paolo è una delle tante persone che in questi anni hanno reso possibile il festival di Internazionale a Ferrara.

I terremoti non si possono prevedere. Invece è possibile costruire edifici antisismici, preparare piani di intervento, far circolare le notizie. Proprio l’obiettivo di Protezione civica, una piattaforma web di strumenti per condividere tra i cittadini informazioni utili sull’emergenza e la ricostruzione. Il contrario di quello che ha fatto finora la Commissione grandi rischi, diffondendo documenti in cui si spiega che “non esistono a tutt’oggi metodi scientifici attendibili di previsione dei terremoti nel breve periodo” e al tempo stesso si afferma che, se nuove scosse dovessero esserci, c’è la probabilità “che si attivi il segmento compreso tra Finale Emilia e Ferrara”.

Un modo discutibile di applicare il principio di precauzione. Che per ora ha avuto un solo effetto: nel weekend la città era deserta. Quest’anno Internazionale torna a Ferrara, dal 5 al 7 ottobre, anche per dire a Paolo, a Pietro e ad Alice che non sono soli.

Internazionale, numero 953, 15 giugno 2012

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