Cambiato

09 novembre 2018 13:51

Nei giornali statunitensi gli op-ed sono gli articoli di commento scritti da persone esterne alla redazione che non necessariamente condividono la linea del giornale. Si distinguono dagli editoriali, di solito non firmati ed espressione della linea del giornale, e dalle column, rubriche fisse scritte da giornalisti del quotidiano.

Il nome op-ed è un’abbreviazione di opposite the editorial page, di fronte alle pagine degli editoriali. I primi op-ed furono introdotti nel 1921 da Herbert Bayard Swope sul New York Evening World: “Mi resi conto che non c’è niente di più interessante di un’opinione quando l’opinione è interessante, così trovai il modo di far spazio nella pagina di fronte agli editoriali, che diventò la più importante d’America”.

Sul New York Times i primi op-ed sono usciti il 21 settembre 1970. E da allora queste pagine sono diventate, nei quotidiani di tutto il mondo, un luogo di confronto e dibattito. Ovviamente l’obbligo di trovare ogni giorno qualche opinione interessante può spingere a pubblicare sciocchezze. Nel suo libro Il giornalista quasi perfetto David Randall ricorda che “sarebbe molto meglio se un maggior numero di giornalisti seguisse l’esempio dell’americano Bob Considine, che nel 1973 scrisse l’editoriale più breve della storia: ‘Oggi non ho niente da dire’”.

Nella maggior parte dei casi, però, gli op-ed sono interessanti e soprattutto influenti. Ad aprile è uscito sul Quarterly Journal of Political Science uno studio condotto da Alexander Coppock, dell’Università di Yale, su un campione di 3.567 persone comuni e 2.169 giornalisti, professori e politici, a cui sono stati fatti leggere cinque op-ed su questioni molto discusse. Dopo averli letti, tra il 65 e il 70 per cento degli intervistati ha cambiato opinione: “Abbiamo scoperto che gli op-ed hanno un effetto duraturo sui punti di vista delle persone, al di là della loro appartenenza politica o della loro posizione iniziale su un problema”.

Questo articolo è uscito il 9 novembre 2018 nel numero 1281 di Internazionale, a pagina 7. Compra questo numero| Abbonati

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