Roger Vercel, Tempesta

Nutrimenti, 240 pagine, 18 euro

Questo romanzo assai bello di per sé, tradotto ottimamente da Alice Volpi, è stato molto recensito perché piacque a Primo Levi per la precisione del suo linguaggio tecnico, per il modo in cui pone al centro l’umana fatica in una situazione particolare, quella dei rimorchiatori che devono salvare le navi in difficoltà nel mare del nord.

La tempesta, gli strumenti e il modo di usarli, i sentimenti dei marinai sono le cose che Vercel ci narra, intrecciandole con una maestria non indegna di Conrad, di Melville, di London. Vercel narra la tempesta e con precisione ammirevole l’opera dei salvatori, e i pensieri, le preoccupazioni del comandante del Cyclone, la cui moglie è malata. Nel film che Jean Grémillon trasse dal romanzo, girandolo nella Francia occupata dai tedeschi, si aggiungeva un incontro amoroso tra Renaud (Jean Gabin) e una donna che salva dalla nave in pericolo (Michéle Morgan, reduce come Gabin dal

Porto delle nebbie di Carné e Prévert).

Opere autonome e diverse, come diverso dall’altro bel romanzo di Vercel, Capitan Conan, che si lesse in una collana popolare di Mondadori, fu il film che ne trasse Tavernier nel 1996, dove però il mestiere era la guerra, e l’uomo si metteva alla prova con tempeste di diverso tenore. Vercel finì male, si buttò a destra e nel 1945 fu epurato.

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