Salisbury, Regno Unito, 7 luglio 2018.

Dal caso Skripal emerge l’incompetenza dei servizi segreti russi

Salisbury, Regno Unito, 7 luglio 2018.
19 settembre 2018 16:11

Salisbury è una piacevole cittadina inglese con una bella cattedrale a un’ora e mezza di treno da Londra. Tuttavia d’inverno non è particolarmente frequentata dai turisti russi, che preferiscono mete più calde. A meno che non progettino di uccidere qualcuno.

A Salisbury la persona in questione era Sergej Skripal, un ex agente dei servizi segreti militari russi che aveva cominciato a vendere informazioni al Regno Unito verso la metà degli anni novanta, prima di essere arrestato e rinchiuso in prigione in Russia nel 2004. Skripal era poi stato graziato e aveva potuto trasferirsi nel Regno Unito, a Salisbury, nell’ambito di uno scambio di spie tra i paesi occidentali e la Russia.

Il 4 marzo 2018 Skripal e la figlia, che era andata a trovarlo da Mosca, sono stati trovati svenuti su una panchina a Salisbury e portati in ospedale. Hanno passato settimane in terapia intensiva, prima di riprendersi. Si è scoperto che erano stati avvelenati con un agente nervino, il novičok, risalente all’epoca sovietica, che è tra le armi chimiche vietate.

La sostanza tossica, che era stata applicata sulla maniglia della porta d’ingresso della casa di Skripal, ha avvelenato anche un poliziotto che era andato a fare un sopralluogo. Anche in questo caso la contaminazione non è stata letale. Tre mesi dopo, una bottiglia di profumo Nina Ricci che conteneva residui dello stesso agente nervino è stata ritrovata in un cassonetto per la raccolta di abiti e oggetti usati da dare in beneficenza. Una donna che si era spruzzata la sostanza sul polso è morta.

Era già successo
Il Regno Unito ha accusato Mosca di aver inviato killer russi a uccidere Skripal con armi vietate. Londra non aveva prove, a parte le tracce di agente nervino. Skripal, però, stava ancora aiutando le agenzie d’intelligence occidentali a studiare i metodi d’addestramento e le tecniche usate dalle spie russe. Quindi Mosca aveva un movente.

Molti hanno messo in evidenza che per i russi sarebbe stato stupido scegliere un metodo così complicato e rischiare di essere scoperti. Perché non pagare un sicario di un’altra nazionalità? È anche vero che non sarebbe la prima volta: abbiamo già sentito storie di agenti russi che usano sostanze poche conosciute. Alexander Litvinenko, che faceva parte dei Servizi federali per la sicurezza (Fsb), era finito nei guai per via di un’indagine sui legami tra la sua agenzia e organizzazioni criminali russe. Si era attirato così le ire di Vladimir Putin, che ai tempi era a capo dell’Fsb. Dopo che Putin era diventato presidente, Litvinenko si era rifugiato nel Regno Unito.

Litvinenko aveva continuato a criticare Putin, fino a quando, nel 2006, due ex agenti dell’Fsb, Dmitry Kovtun e Andrej Lugovoj erano stati incaricati di ucciderlo. Le immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso mostrano gli assassini insieme a Litvinenko in un hotel londinese, dove hanno versato nel suo tè del polonio-210, una sostanza radioattiva e altamente tossica.

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Quella del 2006 era stata un’operazione ben congegnata, che è stata scoperta quasi per caso. Quella del 2018 è diversa. Le immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso, diffuse la scorsa settimana, mostrano Ruslan Boširov e Alexander Petrov, due “istruttori di fitness” sulla trentina, durante una breve visita a Salisbury: il 3 marzo, presumibilmente per una ricognizione, e poi di nuovo il 4 marzo per portare a termine la loro missione.

A questo punto la situazione è diventata grottesca. I due uomini sono stati intervistati dall’emittente russa RT per spiegare le ragioni del loro breve viaggio (sono rimasti nel Regno Unito appena 54 ore). “Da tempo i nostri amici ci consigliavano di visitare quella bellissima cittadina”, ha dichiarato Petrov. In particolare, ha aggiunto Boširov, erano interessati alla cattedrale di Salisbury. “È famosa per la sua guglia di 123 metri e per il suo orologio”. Ma non erano molto credibili come turisti.

Perché avrebbero passato solo mezz’ora a Salisbury il primo giorno? “Faceva freddo”. In realtà, era più caldo che a Mosca. Perché il giorno dopo ci sono tornati? “Volevamo vedere Old Sarum e la cattedrale” (Old Sarum è un sito archeologico nei pressi di Salisbury, che il 4 marzo era chiuso). Il 4 marzo una telecamera a circuito chiuso ha ripreso i due russi vicino a casa di Skripal, lontano dalla cattedrale e da qualunque attrazione turistica.

La Russia sta deliberatamente provocando il governo britannico?

La Russia sta deliberatamente provocando il governo britannico per mostrare tutto il suo disprezzo? Probabilmente no, perché in altre occasioni Mosca ha cercato in tutti i modi di prendere le distanze dalla vicenda. Forse le autorità hanno lasciato che questi due improbabili turisti apparissero in tv perché ha dimenticato che altrove gli standard per la veridicità di una storia sono più alti che in Russia? Non è da escludere.

In ogni caso la spiegazione più probabile è che questo comportamento goffo e autolesionista sia l’ennesima prova di quanto sia ormai profondamente compromesso il regime di Putin. Alcuni elementi del sistema come le forze armate sono ancora efficaci e disciplinati (come hanno dimostrato in Siria), ma altrove dominano la corruzione e l’incompetenza.

Il fiasco di Salisbury non sarebbe mai potuto succedere diciott’anni fa, agli albori del regno di Putin. Questo lascia pensare che il regime sia più vicino alla fine di quanto sembra.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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